


[{"content":"","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/","section":"Coding","summary":"","title":"Coding","type":"Coding"},{"content":"","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/crm/","section":"Tags","summary":"","title":"CRM","type":"tags"},{"content":"","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/ddd/","section":"Tags","summary":"","title":"DDD","type":"tags"},{"content":"","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/flutter/","section":"Tags","summary":"","title":"Flutter","type":"tags"},{"content":"","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/graphql/","section":"Tags","summary":"","title":"GraphQL","type":"tags"},{"content":"","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/luciosoft/","section":"Tags","summary":"","title":"Luciosoft","type":"tags"},{"content":"","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/","section":"Luciosoft The Blog","summary":"","title":"Luciosoft The Blog","type":"page"},{"content":"","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/mobile/","section":"Tags","summary":"","title":"Mobile","type":"tags"},{"content":"","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/opensource/","section":"Tags","summary":"","title":"OpenSource","type":"tags"},{"content":"","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/riverpod/","section":"Tags","summary":"","title":"Riverpod","type":"tags"},{"content":"","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/","section":"Tags","summary":"","title":"Tags","type":"tags"},{"content":"","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/twentymobile/","section":"Tags","summary":"","title":"TwentyMobile","type":"tags"},{"content":" L\u0026rsquo;articolo che avevo promesso # Nell\u0026rsquo;ultimo post vi avevo raccontato perchè ho deciso di rendere TwentyMobile open source. Oggi vi porto dietro le quinte: come è costruita l\u0026rsquo;app, le scelte architetturali, e tutti quei momenti \u0026ldquo;ma perchè non funziona?\u0026rdquo; che ogni developer conosce troppo bene.\nL\u0026rsquo;architettura: DDD e Connector Pattern # Quando ho iniziato a scrivere TwentyMobile, sapevo che non volevo un\u0026rsquo;app che funzionasse solo con Twenty CRM. L\u0026rsquo;idea era creare un client mobile che potesse, in futuro, collegarsi a qualsiasi CRM. Ambizioso? Forse. Ma l\u0026rsquo;architettura giusta fa la differenza tra un progetto che scala e uno che muore sotto il suo peso.\nHo scelto il Domain-Driven Design (DDD) combinato con un approccio Feature-First. In pratica, la struttura del progetto è così:\nlib/ ├── core/ # DI, Router, Theme, Notifications ├── domain/ # Modelli (Contact, Company, Note, Task, Workflow) │ └── repositories/ # L\u0026#39;interfaccia astratta CRMRepository ├── data/ # TwentyConnector (il client GraphQL) ├── presentation/ # UI organizzata per feature │ ├── onboarding/ │ ├── home/ │ ├── contacts/ │ ├── companies/ │ ├── tasks/ │ ├── workflows/ │ └── ... └── shared/ # Widget condivisi Il cuore di tutto è il Connector Pattern: un\u0026rsquo;interfaccia astratta CRMRepository che definisce tutti i metodi necessari (30+ metodi!) per interagire con un CRM generico. L\u0026rsquo;implementazione concreta è TwentyConnector, un client GraphQL che parla con le API di Twenty.\nSe domani volessi supportare HubSpot o Salesforce? Basterebbe creare un HubSpotConnector che implementa la stessa interfaccia. La UI non cambierebbe di una virgola. Questa è la magia del DDD fatto bene.\nLo stack tecnologico # Vi racconto le scelte tecnologiche e perchè le ho fatte:\nRiverpod per lo state management. Dopo anni di Provider e BLoC, Riverpod è stata una boccata d\u0026rsquo;aria fresca. Il code generation con riverpod_annotation riduce il boilerplate al minimo.\nGoRouter per la navigazione. Supporta deep linking, parametri tipizzati, e si integra bene con Riverpod per i redirect di autenticazione.\nFreezed per i modelli di dominio. Immutabilità garantita, copyWith automatico, e soprattutto quei factory constructor .fromTwenty() che mi permettono di mappare le risposte GraphQL di Twenty nei miei modelli di dominio.\nGraphQL Flutter per le API. Twenty CRM espone tutto tramite GraphQL, e devo dire che una volta capito come funziona, è molto più potente di REST per un\u0026rsquo;app mobile. Chiedi esattamente i dati che ti servono, niente di più.\nLe feature che mi hanno fatto impazzire # Il Business Card Scanner # Questa è stata una delle feature più divertenti da implementare. L\u0026rsquo;idea: inquadri un biglietto da visita con la fotocamera, l\u0026rsquo;app legge il testo con MLKit, e crea automaticamente il contatto nel CRM.\nLa realtà? I biglietti da visita sono un incubo. Font creativi, layout non standard, informazioni sparse in modo apparentemente casuale. Ho dovuto scrivere un parser personalizzato (BusinessCardParser) che cerca di capire cosa è un nome, cosa è un cognome, cosa è un\u0026rsquo;email, e cosa è un numero di telefono. Funziona nel 90% dei casi. Per quel 10% restante\u0026hellip; beh, c\u0026rsquo;è sempre l\u0026rsquo;inserimento manuale.\nSlide-to-Execute per i Workflow # Questa è la feature di cui sono più orgoglioso dal punto di vista UI. Quando esegui un workflow manuale di Twenty CRM dall\u0026rsquo;app, il bottone di conferma non è un semplice \u0026ldquo;Tap\u0026rdquo;. È uno slider stile iOS che devi trascinare da sinistra a destra.\nIl perchè è semplice: i workflow possono fare cose importanti (inviare email, aggiornare record, triggerare webhook). Non vuoi eseguirli per sbaglio perchè hai toccato il telefono con il pollice mentre lo tiravi fuori dalla tasca.\nL\u0026rsquo;implementazione include:\nSoglia di attivazione all'85% del trascinamento Feedback aptico progressivo al 25%, 50%, 75% Animazione shake se qualcosa va storto Anti-fat-finger threshold per evitare attivazioni accidentali Le Note Vocali # In una riunione non puoi metterti a scrivere appunti sul telefono senza sembrare maleducato. Ma puoi registrare una nota vocale dopo. Ho integrato speech_to_text per la trascrizione automatica e la salvo come nota nel CRM. Veloce, pratico, e non devi nemmeno guardare lo schermo.\nI problemi che nessuno ti racconta (parte 2) # Il TwentyConnector da 52KB — Sì, lo so. È un file enorme. Più di 50 mila byte di query GraphQL, mutation, e logica di parsing. Ogni volta che lo apro, l\u0026rsquo;IDE ci mette un secondo di troppo. Il refactoring è nella mia lista da un po\u0026rsquo;, ma come si dice\u0026hellip; \u0026ldquo;if it ain\u0026rsquo;t broke, don\u0026rsquo;t fix it\u0026rdquo;. E funziona. Malissimo come code quality, benissimo come funzionalità.\nL\u0026rsquo;autenticazione a due fattori — Implementare il flusso 2FA con OTP è stato\u0026hellip; un\u0026rsquo;avventura. Twenty CRM supporta TOTP, e l\u0026rsquo;app deve gestire il caso in cui l\u0026rsquo;utente ha attivato la 2FA. Ho dovuto creare una schermata OTP dedicata che si inserisce nel flusso di login solo quando necessario. Il tutto con un timer che invalida il codice ogni 30 secondi. Niente di trascendentale, ma quei dettagli di UX fanno la differenza.\nIl token refresh — L\u0026rsquo;app deve gestire il caso in cui l\u0026rsquo;utente mette l\u0026rsquo;app in background per ore e poi la riapre. Il token JWT sarà scaduto, e se non gestisci il refresh correttamente l\u0026rsquo;utente vede errori dappertutto. Ho implementato un AppLifecycleHandler che ri-autentica automaticamente quando l\u0026rsquo;app torna in foreground. Sembra banale, ma il numero di app che sbagliano questa cosa è impressionante.\nL\u0026rsquo;AI come co-developer # Una cosa che mi ha sorpreso è quanto gli agenti AI abbiano contribuito al progetto. Non sto parlando di usare Copilot per l\u0026rsquo;autocomplete. Sto parlando di agenti autonomi che aprono PR, fixano bug, e ottimizzano performance.\nSe guardate la history dei commit su GitHub, troverete branch come jules/optimize-country-code-search — creati automaticamente dall\u0026rsquo;agente Jules che ho integrato nel mio workflow di sviluppo. L\u0026rsquo;agente analizza le issue, scansiona il codice, propone soluzioni, e se i test passano apre una PR.\nLe PR che ho ricevuto includono:\n🔒 Fix di sicurezza: protezione dei dati PII nei log 🧹 Pulizia eccezioni swallowed nel generatore vCard ⚡ Ottimizzazione del parsing degli URL avatar 🔧 Aggiunta autofill hints nei form di login Non male per un co-developer che non dorme mai e non chiede ferie.\nI numeri (per i curiosi) # Qualche numero sul progetto:\n85+ commit sul branch main 28+ branch di feature e fix Versione 1.0.5, build 31 30+ metodi nell\u0026rsquo;interfaccia CRMRepository Supporto iOS e Android con layout responsivo per tablet 0 dati raccolti — privacy first Come provarlo # Se volete provare TwentyMobile, ecco i link:\n📱 Google Play Store 🍎 App Store (cercate \u0026ldquo;TwentyMobile\u0026rdquo;) 💻 Codice sorgente su GitHub 🌐 Sito ufficiale L\u0026rsquo;app supporta due modalità di accesso: API Token per gli amministratori e Email/Password per gli utenti standard. C\u0026rsquo;è anche una Demo Mode per esplorare l\u0026rsquo;interfaccia senza configurare nulla.\nConsiderazioni finali # Costruire TwentyMobile è stata un\u0026rsquo;esperienza incredibile. Ho imparato un sacco su GraphQL, sul DDD applicato a Flutter, e su come gestire un progetto open source. Ma soprattutto ho imparato che il modo migliore per risolvere un problema è condividere la soluzione.\nSe avete un\u0026rsquo;istanza Twenty CRM e vi manca un\u0026rsquo;app mobile, provatela. Se siete developer Flutter e volete contribuire, il codice è lì. E se avete domande, aprite una issue su GitHub o scrivetemi.\nAlla prossima.\n","date":"1 giugno 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/twentymobile-crm-mobile-flutter/","section":"Coding","summary":"Dietro le quinte di TwentyMobile: architettura DDD, Connector Pattern, workflow manuali con slide-to-execute, e le nottate a debuggare GraphQL.","title":"TwentyMobile: come ho costruito un CRM mobile con Flutter, DDD e un po' di follia","type":"Coding"},{"content":"","date":"15 maggio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/gpl/","section":"Tags","summary":"","title":"GPL","type":"tags"},{"content":" Il problema che nessuno risolveva # Vi racconto una cosa. Usavo Twenty CRM da un po\u0026rsquo; — per chi non lo conosce, è un CRM open source bellissimo, moderno, con una community attiva. Funziona benissimo da browser. Ma io sono un mobile developer. E il mio lavoro lo faccio in giro: tra un meeting e l\u0026rsquo;altro, in aeroporto, dal cliente. E ogni volta che dovevo controllare un contatto o aggiornare una nota, dovevo aprire il browser, fare login, aspettare il caricamento\u0026hellip; e se ero in metropolitana con mezzo tacchetto di segnale, buona fortuna.\nCercavo un\u0026rsquo;app mobile nativa per Twenty CRM. Non esisteva. Cercavo alternative. Niente di decente. A quel punto mi sono detto: mi sà che me la devo fare da solo.\nDa progetto personale a open source # Le prime settimane di sviluppo le ho passate in modalità classica: codice chiuso, repository privato, nessuno vede niente finchè non è pronto. Il tipico approccio dello sviluppatore che ha paura che qualcuno veda il suo codice spaghetti.\nMa poi è successo qualcosa. Stavo usando Twenty CRM, che è open source. Stavo usando Flutter, che è open source. Stavo usando Riverpod, GraphQL Flutter, Freezed\u0026hellip; tutto open source. Il mio progetto viveva letteralmente sulle spalle di decine di sviluppatori che avevano deciso di condividere il loro lavoro gratuitamente.\nE io cosa facevo? Tenevo il mio codice chiuso. Mi è sembrata un\u0026rsquo;ipocrisia.\nLa scelta della licenza: GPL-3.0 # Quando ho deciso di rendere il progetto open source, la prima domanda è stata: quale licenza? Ho valutato le opzioni:\nMIT — Troppo permissiva per i miei gusti. Qualcuno potrebbe prendere il codice, chiuderlo, e venderlo come suo. No grazie. Apache 2.0 — Simile a MIT ma con protezione brevetti. Meglio, ma ancora troppo permissiva. GPL-3.0 — Copyleft forte. Se qualcuno modifica il codice e lo distribuisce, deve rilasciare le modifiche con la stessa licenza. Questo è quello che volevo. La GPL-3.0 protegge il progetto in modo che rimanga sempre open source. Se qualcuno vuole contribuire, perfetto. Se qualcuno vuole forkare e migliorare, perfetto. Ma non può prendere il mio lavoro e chiuderlo. Mi sembra equo.\nCosa significa in pratica per TwentyMobile # TwentyMobile è un client mobile per Twenty CRM costruito con Flutter. Quello che fa è semplice da spiegare ma non banale da implementare:\nGestione contatti e aziende con ricerca veloce, dettagli completi, e aggiornamenti ottimistici Note e note vocali per catturare informazioni al volo Task con notifiche per non dimenticare mai un follow-up Scanner biglietti da visita con OCR integrato Workflow manuali per eseguire automazioni direttamente dal telefono Il tutto si collega alla vostra istanza self-hosted di Twenty CRM. Zero dati raccolti, zero cloud proprietario, tutto viaggia direttamente tra il vostro telefono e il vostro server.\nLe paure di rendere il codice pubblico # Ve lo dico onestamente: prima di premere quel pulsante \u0026ldquo;Make public\u0026rdquo; su GitHub, ho avuto un momento di panico. I pensieri tipici:\n\u0026ldquo;Il codice non è perfetto\u0026rdquo; — E quando mai lo è? Ho rilasciato con delle cose che mi fanno ancora storcere il naso. Il TwentyConnector è un file da 52KB. Cinquantaduemila byte di codice GraphQL in un singolo file. Lo so, è troppo grosso. Ma funziona. E il refactoring arriverà. Nel frattempo, il mondo può vedere come ho risolto certi problemi, e magari qualcuno trova un modo migliore.\n\u0026ldquo;Qualcuno copierà tutto\u0026rdquo; — Con la GPL-3.0, può copiare. Ma deve mantenere la licenza e rilasciare le modifiche. E sinceramente, se qualcuno prende il mio codice e lo migliora, tanto meglio per tutti.\n\u0026ldquo;Chi contribuirà mai?\u0026rdquo; — Questa è stata la sorpresa più grande. Dall\u0026rsquo;integrazione con agenti AI come Jules, ho già ricevuto PR automatiche per fix di sicurezza, ottimizzazioni di performance, e pulizia del codice. Non è la community tradizionale fatta di persone, ma è una community che funziona.\nL\u0026rsquo;effetto collaterale che non mi aspettavo # Rendere il progetto open source mi ha costretto a scrivere codice migliore. Non perchè qualcuno lo stesse effettivamente leggendo — almeno non subito — ma perchè sapevo che qualcuno poteva leggerlo.\nHo iniziato a commentare di più. A strutturare meglio i commit. A scrivere un README decente. A documentare l\u0026rsquo;architettura. Robe che avrei dovuto fare comunque, ma che la pigrizia dello sviluppatore solitario tende a far saltare.\nE poi c\u0026rsquo;è il vantaggio del portfolio. Quando qualcuno mi chiede \u0026ldquo;ma tu cosa sai fare?\u0026rdquo;, gli mando il link a GitHub. Parlano i fatti, non il curriculum.\nConsigli per chi ci sta pensando # Se avete un progetto personale e state valutando se renderlo open source, ecco cosa vi dico dalla mia esperienza:\nNon aspettate la perfezione. Il codice perfetto non esiste. Rilasciate quando funziona, migliorate dopo. La community (umana o AI) vi aiuterà.\nScegliete la licenza con cura. Non è un dettaglio burocratico. La licenza definisce cosa gli altri possono fare con il vostro lavoro. Informatevi prima di scegliere.\nScrivete un buon README. È la prima cosa che le persone vedono. Se il README è scarso, nessuno guarderà il codice.\nPreparatevi alle issue strane. Su qualsiasi progetto open source prima o poi arriverà qualcuno che apre una issue tipo \u0026ldquo;non funziona\u0026rdquo; senza dare nessun contesto. Fa parte del gioco.\nUsate CI/CD da subito. Test automatici, build automatiche, linting. Se il progetto è open source, queste cose non sono opzionali.\nE adesso? # TwentyMobile è su GitHub, su Google Play e sull\u0026rsquo;App Store. Il progetto è attivo, le feature continuano ad arrivare, e il codice è lì per chiunque voglia dare un\u0026rsquo;occhiata, contribuire, o semplicemente imparare qualcosa.\nSe volete saperne di più sul progetto, passate dal sito ufficiale. E se vi va di contribuire, le PR sono aperte. Anche quelle degli agenti AI sono benvenute, a quanto pare.\nLa prossima volta vi racconto nel dettaglio come è costruita l\u0026rsquo;app dal punto di vista tecnico. Spoiler: Flutter, DDD, Connector Pattern, e un bel po\u0026rsquo; di GraphQL.\n","date":"15 maggio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/perche-ho-reso-twentymobile-open-source/","section":"Coding","summary":"La storia di come un progetto nato per risolvere un mio problema è diventato open source. Spoiler: non è stato facile decidere.","title":"Perché ho reso TwentyMobile open source (e perché dovresti farlo anche tu)","type":"Coding"},{"content":"","date":"19 febbraio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/ai/","section":"Tags","summary":"","title":"AI","type":"tags"},{"content":" Tutto è iniziato con una lamentela # Vi racconto una cosa. Circa un anno fa stavo guardando le recensioni di Send to Kindle — la mia app per inviare documenti al Kindle — e mi sono imbattuto in una recensione che diceva più o meno: \u0026ldquo;L\u0026rsquo;app funziona ma il PDF convertito fa schifo, è illeggibile\u0026rdquo;. Una stella, ovviamente.\nOra, la conversione dei PDF è sempre stata una rogna. Chi lavora con i documenti lo sa: un PDF può contenere di tutto. Testo, immagini, tabelle, layout assurdi. E convertirlo in un formato leggibile su Kindle senza perdere la formattazione è un\u0026rsquo;impresa. Per anni ho usato Calibre lato server per fare il lavoro sporco, e funzionava\u0026hellip; più o meno.\nMa quella recensione mi ha fatto pensare. Mi sà che è arrivato il momento di fare un salto di qualità.\nL\u0026rsquo;illuminazione: l\u0026rsquo;AI non è solo per le chat # Parliamoci chiaro: quando la gente sente \u0026ldquo;intelligenza artificiale\u0026rdquo; pensa subito a ChatGPT, ai chatbot, a quelle cose che ti scrivono le email. Ma l\u0026rsquo;AI è molto di più, soprattutto per chi sviluppa app mobile.\nIo l\u0026rsquo;ho capito lavorando su Send to Police, la mia app per l\u0026rsquo;invio delle schedine alloggiati. Lì avevo già integrato Google MLKit per leggere i documenti d\u0026rsquo;identità e Gemini Flash come fallback per i casi più disperati. E funzionava da dio. Allora mi sono detto: se l\u0026rsquo;AI riesce a leggere una carta d\u0026rsquo;identità cartacea del 1987, mezza stropicciata e con la foto sbiadita, perchè non può aiutarmi anche con i PDF?\nCosa ho fatto in pratica # Ho iniziato ad integrare l\u0026rsquo;AI in punti strategici delle mie app Flutter, senza riscrivere tutto da zero. Questo è il punto importante: non serve buttare via il codice esistente. L\u0026rsquo;AI si innesta come un layer aggiuntivo.\n1. Riconoscimento intelligente dei documenti # In Send to Police ho costruito un sistema a cascata:\nPrima prova: MLKit on-device, veloce e privato. Funziona benissimo per passaporti e CIE. Seconda prova: algoritmo proprietario per le vecchie carte d\u0026rsquo;identità italiane (quelle che manco tua nonna riesce a leggere). Terza prova: Gemini Flash via API, solo con consenso dell\u0026rsquo;utente. Il bello di Flutter è che gestire questa cascata è naturale. Un try-catch ben strutturato, un po\u0026rsquo; di async/await, e il gioco è fatto. L\u0026rsquo;utente non si accorge di nulla: scatta la foto e i dati appaiono.\n2. Conversione PDF più intelligente # In Send to Kindle ho aggiunto un layer di analisi pre-conversione. Prima di mandare il PDF al container Calibre, l\u0026rsquo;app ora analizza il documento per capire se è un PDF scansionato (praticamente un\u0026rsquo;immagine), un PDF con testo reale, o un mix dei due. Questa analisi determina che tipo di conversione applicare.\nPer i PDF scansionati ho integrato l\u0026rsquo;OCR con supporto AI, che riconosce il testo nelle immagini. Il risultato? Conversioni che prima erano illeggibili adesso escono pulite. Quella recensione da una stella magari adesso ne varrebbe almeno tre. Forse.\n3. Firebase come collante # Una cosa che ho imparato in questi anni è che Firebase è il miglior amico dello sviluppatore indie. In entrambe le app uso:\nFirebase Remote Config per gestire feature flag senza rilasciare aggiornamenti Cloud Functions per il backend leggero Firebase Storage per gestire i file Pub/Sub per comunicare con i container di conversione L\u0026rsquo;integrazione con Flutter è impeccabile grazie ai plugin FlutterFire. Se non li conoscete ancora, vi consiglio di provarli.\nSe vi interessa vedere come uso questi strumenti nei miei progetti, passate da luciosoft.it.\nI problemi che nessuno ti racconta # Però non è tutto rose e fiori, eh. Vi racconto qualche disavventura:\nLa memoria che esplode — Quando ho deployato il container di conversione PDF su Cloud Run, i file grossi facevano crashare tutto. Ho dovuto passare da 2GB a 4GB di RAM, e per i file davvero enormi servono 8GB. A un certo punto ho pensato: mi sà che sto facendo girare una centrale nucleare per convertire un PDF. Ma funziona.\nIl bug del -1017 — Firebase Storage ha un errore misterioso, il codice -1017, che appare quando carichi file scaricati da Google Drive. Ho perso due giorni a debuggare prima di capire che il problema era nel modo in cui iOS gestisce i file temporanei. La soluzione? Usare putData invece di putFile. Due righe di codice, due giorni di lavoro. Classico.\nLe carte d\u0026rsquo;identità del nonno — Il mio algoritmo di riconoscimento per le vecchie CI cartacee funziona bene nel 90% dei casi. Ma quel 10% restante\u0026hellip; gente con documenti piegati in quattro, tenuti nel portafoglio per vent\u0026rsquo;anni, con la foto che ormai sembra un quadro impressionista. Per quelli c\u0026rsquo;è Gemini Flash, che a volte riesce a tirar fuori i dati anche da quelle situazioni disperate.\nConsigli per chi vuole iniziare # Se sviluppate app Flutter e volete integrare l\u0026rsquo;AI, ecco cosa vi suggerisco dalla mia esperienza:\nPartite dal problema, non dalla tecnologia. Non mettete l\u0026rsquo;AI perchè fa figo. Mettetela dove risolve un problema reale degli utenti.\nUsate un approccio a cascata. L\u0026rsquo;AI non è infallibile. Avere un fallback (o due, o tre) è fondamentale. L\u0026rsquo;on-device prima, il cloud dopo.\nLa privacy prima di tutto. Soprattutto con dati sensibili come documenti d\u0026rsquo;identità. I dati devono viaggiare il meno possibile.\nFirebase Remote Config è vostro amico. Potete attivare e disattivare feature AI senza rilasciare un aggiornamento. Credete a me, ne avrete bisogno.\nTestate con file reali. I test con file perfetti vanno sempre bene. Ma poi arriva l\u0026rsquo;utente con il PDF da 50MB generato da uno scanner del 2003 e tutto esplode.\nE adesso? # Sto lavorando su nuove integrazioni. L\u0026rsquo;idea è usare modelli AI più leggeri direttamente on-device per certi task, senza dover passare dal cloud. Flutter con i suoi plugin e la community che cresce ogni giorno rende tutto questo possibile.\nSe volete provare le mie app:\nSend to Kindle — per inviare articoli e documenti al vostro Kindle Send to Police — per le schedine alloggiati senza impazzire E se vi va, passate da luciosoft.it per vedere cos\u0026rsquo;altro combino. Spoiler: altre app, altri esperimenti, e probabilmente altri bug da sistemare.\n","date":"19 febbraio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/flutter_e_ai_come_ho_rivoluzionato_le_mie_app/","section":"Coding","summary":"Dal riconoscimento documenti alla conversione intelligente dei PDF: come l\u0026rsquo;AI ha trasformato le mie app Flutter senza stravolgere il codice.","title":"Flutter e AI: come ho rivoluzionato le mie app senza riscriverle da zero","type":"Coding"},{"content":"","date":"19 febbraio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/geminiai/","section":"Tags","summary":"","title":"GeminiAI","type":"tags"},{"content":"","date":"19 febbraio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/sendtokindle/","section":"Tags","summary":"","title":"SendToKindle","type":"tags"},{"content":"","date":"19 febbraio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/sendtopolice/","section":"Tags","summary":"","title":"SendToPolice","type":"tags"},{"content":" La frustrazione che mi ha portato qui # Vi racconto una cosa. Quando ero developer mid-level, passavo un sacco di tempo a fare triage delle issue. Analizzare il contesto, capire quali file erano coinvolti, valutare se era una cosa da 5 minuti o da 5 giorni. Tempo perso, pensavo sempre. Ma vabbè, fa parte del lavoro.\nPoi sono diventato senior. E il triage è aumentato. Perchè non solo dovevo farlo, ma dovevo anche spiegarlo ai junior. Fantastico.\nAdesso faccio l\u0026rsquo;architetto. E indovinate? Il triage è ancora lì. Solo che adesso devo anche assicurarmi che le soluzioni proposte siano coerenti con l\u0026rsquo;architettura generale del sistema. Insomma, mi sà che questo problema mi segue.\nPerò in questi anni è successa una cosa interessante: gli agenti AI sono diventati davvero utilizzabili. E io ho iniziato a chiedermi: ma non posso delegare almeno una parte di questo lavoro?\nJules Orchestrator # Ho costruito un\u0026rsquo;architettura che ho chiamato Jules Orchestrator. Il nome viene dall\u0026rsquo;agente AI di Google che uso sotto il cofano: Jules.\nL\u0026rsquo;idea è semplice: quando arriva una issue su GitHub, un webhook attiva l\u0026rsquo;orchestratore che analizza il contesto, passa tutto all\u0026rsquo;AI, e se l\u0026rsquo;AI propone una soluzione sensata la implementa e apre una PR. Se i test passano, la PR è pronta per la review.\nEcco lo schema:\ngraph TD A[User Report / Issue] --\u003e|Webhook| B(Ingestion) B --\u003e|Trigger| C{Analysis Module} C --\u003e|Scan Codebase| D[Context Extraction] D --\u003e|Prompts + Context| E[Jules Agent] E --\u003e|Reasoning| F[Proposed Solution] F --\u003e|Code Generation| G[Implementation] G --\u003e|Run Tests| H{Verification} H --\u003e|Pass| I[Create Pull Request] H --\u003e|Fail| E I --\u003e|Review| J[Developer Review] J --\u003e|Approve \u0026 Merge| K[CI/CD Pipeline] K --\u003e|Automatic Deploy| L[Production] L --\u003e|Feedback Loop| A Come funziona in pratica # Ingestion - Arriva una issue o un bug report, il webhook parte. Analysis - Il modulo devtriage legge la segnalazione e scansiona la codebase per capire il contesto. Agent Activation - Jules riceve tutto e inizia a ragionare. La cosa interessante è che riesce a capire le dipendenze tra i file e valutare l\u0026rsquo;impatto delle modifiche. Implementation - Se trova una soluzione, genera il codice. Verification - I test girano automaticamente. Pull Request - Se i test passano, PR aperta. Altrimenti ritenta. Cosa ho imparato # Questa roba non sostituisce il developer, almeno non ancora. Ma mi ha liberato tempo. I bug banali, quelli che sai già come risolvere ma che ti rubano mezz\u0026rsquo;ora a testa, adesso li gestisce l\u0026rsquo;AI. Io faccio review delle PR e mi concentro sui problemi architetturali, che sono quelli che effettivamente richiedono la mia esperienza.\nL\u0026rsquo;altra cosa che ho notato è che l\u0026rsquo;AI può gestire anche manutenzione ordinaria: aggiornamenti di librerie, piccoli refactoring, fix di sicurezza minori. Roba che prima accumulavo nel backlog per mesi.\nConsiderazioni finali # Siamo solo all\u0026rsquo;inizio di questa storia. Jules Orchestrator funziona bene per Luciosoft, ma ogni progetto è diverso. Se vi interessa sperimentare, il codice è su GitHub.\nAh, e se state pensando \u0026ldquo;ma così i developer diventano inutili\u0026rdquo;: no. Diventano più efficienti. Che è diverso. Almeno finchè qualcuno deve ancora capire cosa costruire e perchè.\n","date":"3 febbraio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/app-sviluppate-e-mantenute-dall-ai/","section":"Coding","summary":"Come ho delegato il triage dei bug all\u0026rsquo;AI e ho iniziato a dormire sonni tranquilli.","title":"App sviluppate e mantenute dall'AI: dove stiamo arrivando","type":"Coding"},{"content":"","date":"3 febbraio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/automation/","section":"Tags","summary":"","title":"Automation","type":"tags"},{"content":"","date":"3 febbraio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/devops/","section":"Tags","summary":"","title":"DevOps","type":"tags"},{"content":"","date":"3 febbraio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/devtriage/","section":"Tags","summary":"","title":"DevTriage","type":"tags"},{"content":"","date":"3 febbraio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/jules/","section":"Tags","summary":"","title":"Jules","type":"tags"},{"content":"","date":"22 gennaio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/alloggiati/","section":"Tags","summary":"","title":"Alloggiati","type":"tags"},{"content":"","date":"22 gennaio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/alloggiati/","section":"Alloggiati","summary":"","title":"Alloggiati","type":"Alloggiati"},{"content":"","date":"22 gennaio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/mlkit/","section":"Tags","summary":"","title":"MLKit","type":"tags"},{"content":"","date":"22 gennaio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/ocr/","section":"Tags","summary":"","title":"OCR","type":"tags"},{"content":" Come è nato tutto # Qualche anno fa mia madre ha iniziato a gestire un piccolo B\u0026amp;B. Io, da bravo figlio informatico, sono diventato il suo supporto tecnico non ufficiale. Vabbè, sapete come funziona. Tra le tante cose che mi ha chiesto di \u0026ldquo;sistemare\u0026rdquo;, c\u0026rsquo;era questa procedura delle schedine alloggiati. Per chi non lo sapesse, ogni struttura ricettiva in Italia deve comunicare i dati degli ospiti alla Polizia di Stato entro 24 ore dall\u0026rsquo;arrivo.\nVi giuro, la prima volta che ho visto mia madre ricopiare a mano i dati dal passaporto al portale Alloggiati Web, mi sà che mi è venuto un colpo. Pensavo: siamo nel 2026 e ancora facciamo così? Ci dev\u0026rsquo;essere un modo migliore.\nIl problema tecnico # Il portale Alloggiati Web funziona, per carità, ma l\u0026rsquo;inserimento manuale è lento e soggetto a errori. Soprattutto quando hai ospiti stranieri con nomi complicati o carte d\u0026rsquo;identità italiane di quelle vecchie, quelle cartacee mezze rovinate che neanche un esperto grafologico riuscirebbe a decifrare.\nDa architetto software ormai, non ho potuto resistere: ho iniziato a ragionare su come automatizzare il processo. L\u0026rsquo;idea di base era semplice: scansioni il documento, l\u0026rsquo;app estrae i dati, li formatta e li invia al portale. Semplice a dirsi, un po\u0026rsquo; meno a farsi. Da architetto software ormai, non ho potuto resistere: ho iniziato a ragionare su come automatizzare il processo. L\u0026rsquo;idea di base era semplice: scansioni il documento, l\u0026rsquo;app estrae i dati, li formatta e li invia al portale. Semplice a dirsi, un po\u0026rsquo; meno a farsi.\nSotto il cofano # Ho implementato un sistema di riconoscimento a più livelli. Non è una scelta casuale, è nata dalla pratica:\nGoogle MLKit (On-Device) - Per i passaporti e le carte di identità elettroniche funziona benissimo. Legge le MRZ (quelle strisce di caratteri in fondo ai documenti) in millisecondi, tutto on-device quindi niente dati che viaggiano su server esterni. Questa era una priorità assoluta per me.\nAlgoritmo locale proprietario - Ma MLKit da solo non basta. Ho dovuto sviluppare un algoritmo specifico per le vecchie carte d\u0026rsquo;identità italiane. Quelle cose le conosco bene perchè le ho viste passare tutte da mia madre. Riflessi, pieghe, scrittura sbiadita\u0026hellip; ho dovuto gestire tutto.\nGemini Flash come fallback - E quando proprio tutto fallisce? Ho integrato Gemini Flash come ultima risorsa. Solo se l\u0026rsquo;utente acconsente, l\u0026rsquo;immagine viene analizzata dall\u0026rsquo;AI di Google che riesce a capire anche i casi più disperati. Credo sia un buon compromesso tra automazione e privacy.\nUna nota sulla privacy # Ci tengo a precisare una cosa: i dati non passano mai da server miei. L\u0026rsquo;app legge il documento, estrae i dati localmente, e li manda direttamente al portale della Polizia. Niente cloud intermedi, niente database. Ho fatto questa scelta fin dall\u0026rsquo;inizio perchè mi sembrava l\u0026rsquo;unica cosa sensata da fare con dati così sensibili.\nProvalo # L\u0026rsquo;app si chiama Send to Police ed è gratuita. L\u0026rsquo;ho fatta prima di tutto per mia madre, poi ho pensato che potesse essere utile anche ad altri. Se gestite una struttura ricettiva e vi siete stancati di ricopiare dati a mano, fatemi sapere cosa ne pensate.\nScarica per Android\nLa versione iOS è in lavorazione, arriverà a breve.\n","date":"22 gennaio 2026","externalUrl":null,"permalink":"/it/alloggiati/invio-schedine-alloggiati/","section":"Alloggiati","summary":"La storia di come una frustrazione personale è diventata un\u0026rsquo;app. OCR, MLKit e un pizzico di AI per risolvere il problema delle schedine.","title":"Send to Police: finalmente le schedine alloggiati non sono più un incubo","type":"Alloggiati"},{"content":"","date":"3 ottobre 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/culinario/","section":"Tags","summary":"","title":"culinario","type":"tags"},{"content":"Giuseppe te ca 1 euro, vammi a cattari na buttigghia i pommarola chi stamatina ma scuddai ma pigghiu a putia. Cu restu a cattiti chiddu chi voi, basta chi non ti catti vularie. Si proprio te na cattari, a cattiti i carruba chi su boni. 1 Questa frase sembra molto normale oggi, va be in sicilia ovviamente, ma un un tempo, non molto lontano, quando la globalizzazione, la tecnologia e commercializzazione dei prodotti non era così forte come ai giorni odierni, la frase non reggeva. Non tutti avevano la possibilità di comprare una bottiglia di pomodoro. E allora come si faceva? non si mangiava la famosissima e ricorrente pasta alla norma? Magari all’epoca non era così ricorrente era un piatto della domenica. No non se ne faceva a meno e per non farlo mancare a tavola, quasi tutti si adoperavano a fare le bottiglie in casa, in garage oppure in giardino. Giuseppe era molto ubbidiente e tornò a casa con la passata e le carrube. La passata che diede alla mamma, gli ricordò la storia di buttugghi i pummorola allora disse alla mamma, se poteva raccontarle la storia di quando lei faceva le bottiglie in casa. La mamma dapprima stentò a raccontarla, aveva già raccontato la storia delle bottiglie si tante volte che non aveva voglia, ma davanti alla faccia del figlio Giuseppe che esprimeva in uno sguardo \u0026ldquo;dai dai mamma ti prego raccontamela per favore..lo sai che mi piace tanto..\u0026rdquo; Allora la mamma non ne può fare a meno e comincia la storia.\nLa preparazione delle bottiglie di pomodoro era una ricorrenza annuale, era una cosa bellissima e per noi tutti nella famiglia era come se fosse una festa. La notte precedente alla preparazione delle bottiglie di pomodoro, non riuscivo a pigliare sonno per l’agitazione e per la voglia di fare le bottiglie. La mattina prestissimo, prima ancora dell’alba, mi posizionai li in terrazza ad aspettare il rientro del nonno. Quel momento lo ricordo sempre, mi luccicavano gli occhi a vedere la lapa i Puddicinu arrivare carica di pomodori, tutti rossi ma rossi, rossi belli tutti luccicanti. Non so se perchè ero piccina oppure perché i pomodori erano i casa 2, riuscivo a percepire l’odore già da quella distanza. Di corsa balzavo giù per le scale urlando come una forsennata Oggi facemu i buttigghi!! Oggi facemu i buttigghi!! una volta lì davanti alle cassette, ne prendevo sempre un paio, li toccavo, il odoravo… ummm che buoni!!! Ii adoravo. Gli davo una sciacquata veloce e li mangiavo così sani sani.\nNel cortile la nonna preparava tutte le bottiglie di vetro, bottiglie recuperate da innumerevoli bevute di birra. Una per una, le insaponava e metteva in ammollo nella bagnarola. Noi ragazze, le davamo una mano, le immergevamo nelle bagnarole in modo da rimuovere bene tutto il detersivo e così da lavarle bene bene. Ogni tanto di nascosto arrivavano i cugini che ci bagnavano con la pompa, noi per giocare poi bagnavamo loro. Era divertentissimo ridevamo e correvamo come i pazzi. La nonna se ci vedeva si biliava e ci urlava contro Viditi chiddu ca aviti a fari, si vi sciuppiati poi vi dugnu i supra. Oggi amu a travagghiari amo a fari i buttigghi, e si cuntinuati accusi finisci chi vi sciuppiati e namu a ricurdari a iunnata. 3 infine tutti bagnati finivamo di sciacquare le bottiglie rimaste. Lasciavamo tutte le bottiglie, tantissime bottiglie al sole tutte luccicanti a riposare e asciugare. Ma i giochi con l\u0026rsquo;acqua non finivano qui! Subito dopo si cominciava con il lavaggio delle cassette dei pomodori. buttavamo i pomodori dentro le bagnarole, li lasciavamo in ammollo per un pò e poi uno per uno li prendevamo e riponevamo dentro le cassette.\nLa nonna e le zie nel frattempo, preparavano un gran fuocherello acceso per terra e sopra al fuoco c’era la più grande casseruola mai vista, io anche se piccola, ero molto alta, superavo il metro e venti ma ciò nonostante, non arrivavo a vedere dentro la casseruola. Per vedere dentro, dovevo salire su una scaletta. Mi piaceva guardare i pomodori mentre cuocevano, era bello tutto quei pomodori che strofinavano tra loro, tanto calore e bollore che usciva e un profumo intenso di pomodoro. I pomodori più piccoli ogni tanto saltavano in alto per il tanto bollore. Con un grande arnese, che io da piccola lo vedevo come il più grande cuppino che si è fuso ad uno scolapasta, venivano afferrati i pomodori pronti, quelli più pronti, pronti perché stavano a galla, lì pronti ad uscire. Una volta afferrati, li facevano rotolare giù per la macchina mangia pomodori. La macchina mangia pomodori, stava sotto il controllo della zia Pizzitta. Lei si occupava di mettere in moto la macchina, fermarla se bloccata e aiutava i pomodori a essere spremuti per bene. Li aiutava con un mattarello, li spingeva giù per il canale e man mano che scendevano, gli diceva: entrate entrate, mettetevi in fila e non spingete ci state tutti e a breve sarete uniti per sempre. Un bel succo rosso vivo, molto concentrato, caldo e intenso, colava giù dalla macchina e finiva in una grande pentola. Da un altra estremità della macchina, uscivano le bucce e Pizzitta, di tanto intanto si occupava di passarle nuovamente nella macchina.\nLa postazione successiva era proprio la mia e della zia Maria. Io mi occupavo di prendere le bottiglie dalle ceste, di staccare le foglie dal grande mazzo di basilico e di mettere due foglioline all’interno di ogni bottiglia. Mi piaceva tanto questo compito perchè sentivo l’odore intenso del basilico sulle mani. La zia Maria, prendeva la bottiglia da me preparate e la metteva sotto il rubinetto, girava la valvola e fuoriusciva il caldo succo di pomodoro. Lasciava aperto il rubinetto fintanto che la bottiglia non si fosse ben riempita di succo di pomodoro. La postazione successiva era proprio la mia e della zia Maria. Io mi occupavo di prendere le bottiglie dalle ceste, di staccare le foglie dal grande mazzo di basilico e di mettere due foglioline all’interno di ogni bottiglia. Mi piaceva tanto questo compito perchè sentivo l’odore intenso del basilico sulle mani. La zia Maria, prendeva la bottiglia da me preparate e la metteva sotto il rubinetto, girava la valvola e fuoriusciva il caldo succo di pomodoro. Lasciava aperto il rubinetto fintanto che la bottiglia non si fosse ben riempita di succo di pomodoro.\nLo zio Tano, con grande maestria e tanta attenzione, prendeva le bottiglie molto calde per via del sugo che fumava fin fuori dal collo delle bottiglie, le piazzava sotto un\u0026rsquo;altra postazione. Prendeva un tappo e lo attaccava ad una calamita di un altro macchinario, poi con decisione e fermezza girava una grossa manovella fintanto che il tappo non fosse ben attaccato alla bottiglia. Faceva una veloce verifica in modo da testare che fosse ben chiusa e dava l’ok a Giorgo che si occupava di prendere la bottiglia e riporla nella cassetta. Giorgio non era di famiglia ma era come se lo fosse. Noi lo facevamo stare li a svolgere il suo compito. Sebbene fosse un piccolo compito, lo faceva tanto contento. Adesso le bottiglie di pomodoro, dopo tutti questi step seguiti con cura sono pronte!! Giuseppe era ancora molto attento e sentendo la false e sapendo che la storia non finisce così subito ribatte dai mamma lo so che non finisce così, continua a raccontare. E allora la mamma riprende: è vero, Il bello deve ancora arrivare.\nSi prendevano dei grandi barili ex barili di petrolio davvero enormi sempre molto più alti di me. Lo zio o la nonna con l’aiuto di una scala, si calavano dentro a testa in giù e pian piano ci mettevano dentro le bottiglie di pomodoro, disposte una accanto all’altro non proprio attaccate ma vicine, poi sopra uno strato di panni e pezze vecchi e così via. Quando si giungeva alla fine, sopra l’ultimo strato di pezze, si mettevano delle pietre per tenere il tutto fermo. Infine si versava dentro l\u0026rsquo;acqua con una pompa che dal basso saliva fino in cima, era importante che fosse riempito tutto fino all’orlo. A questo punto, proprio sotto i grandi barili, venivano accesi altri grandi fuochi. Dopo un pò di ore, il tempo di mettere apposto tutta l\u0026rsquo;attrezzatura, si spegnevano i fuochi e si lasciavano dentro le bottiglie tutta la notte a raffreddare e a riposare.\nNta notti a Nonna non pigghiava sonnu, si girava e si vutava, stava cu penseri pi buttigghi. Giuseppe u sai picchì a nonna aviva u penseri e buttighie? 4 disse la mamma. Picchi na vota, succidiu nu macello, i buttigghi non furunu chiusi pi come si devi e nta nanzi a notti, i buttighi scuppiarunu e na ranni botta si sintiu! 5 rispose subito Giuseppe a tono. Si bravo, fecero una botta fortissima e la nonna saltò in aria. Quella notte fortunatamente era andato tutto bene, nessuna bottiglia scoppiò. L’indomani mattina, tirarono fuori tutte le bottiglie una per una ed erano tutte integre, troppo belle e troppo buone. Riponemmo le bottiglie all’interno delle cassette che poi posizionammo all’interno di grandi scaffali. Che bello tutte le bottiglie per l’anno per la famiglia erano pronte. Ne prendemmo subito un paio e preparammo una pasta al pomodoro per tutti. Quella pasta, la ricordo ancora, aveva il sapore dei pomodori ma anche di tutti noi e di tutti gli sforzi fatti per produrre la passata. Dai Giuseppe è pronto, adesso mangiamoci la nostra pasta al pomodoro e immaginiamo di averla fatta con le nostre mani. Dai Giuseppe è pronto, adesso mangiamoci la nostra pasta al pomodoro e immaginiamo di averla fatta.\nTraduzioni: # Giuseppe tieni 1 euro, vai a comprare una bottiglia di pomodoro, questa mattina me la sono scordata di comprarla alla bottega. Con il resto dei soldi, comprati tutto quello che vuoi, però non ti comprare porcherie. Se proprio te le devi comprare, compra le carrube che sono più sane. Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nprodotti a kilometro 0, prodotti in campagna familiare.\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nPrestate attenzione a quello che fate, se vi fate male poi io vi do altre botte. Oggi dobbiamo lavorare, dobbiamo fare le bottiglie di pomodoro, se continuate così, rischiate di farvi male e poi finisce che finiamo all’ospedale e ci ricorderemo per sempre di questa giornata sventurata. Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nDurante la notte la nonna non prendeva sonno. si girava e rigirava, stava con il pensiero alle bottiglie. Giuseppe lo sai perchè la nonna aveva il pensiero alle bottiglie? Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nPerché una volta è successo che non erano state chiuse bene e allora durante la notte sono scoppiate, facendo un gran fracasso Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\n","date":"3 ottobre 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/story/i_buttigghi_i_pummarola/","section":"Storie","summary":"*Giuseppe te ca 1 euro, vammi a cattari na buttigghia i pommarola chi stamatina ma scuddai ma pigghiu a putia. 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Una forte puzza di fumo presente in tutta la stanza. Amici e gente che non conosco, dormono non molto lontano da me, alcuni sono schiacciati uno sull’altro tutti presi da un forte sonno profondo, pesantemente sprofondati in divani e cuscini che reggono il peso e si deformano per rendere più confortevole il viaggio.\nMi sento bene un lieve giramento di testa ma bene, qualcosa è successo ma in quel momento non ricordo nulla. Sorrido e sprofondo ancora in un altro sonno profondo. Riapro gli occhi e vedo i posaceneri che cominciano a muoversi, vanno verso il pattume dove vengono svuotati da Petra. Dal posacenere cade di tutto ma nonostante il posacenere sia trasparente non permette di vedere attraverso. I posaceneri vengono sbattuti per fare cadere la cenere residua, ma rimangono comunque neri, di un nero scuro scuro che mi accende un ricordo, il nero del nero di seppia della pasta mangiata la sera prima, che buona! Faccio forza per tirare su il braccio pendente giù dal divano e scorgo un cuoricino sull\u0026rsquo;avambraccio con una scritta si senti lu cori chi batti. Sai aunni truvarmi. 1 Sono molto perplesso, non ricordo ma sento qualcosa e mi piace.\nUna scimmia entra dalla finestra era stata spalancata per via della puzza di fumo. La scimmia, comincia ad urlare e fa un chiasso della madonna, quasi tutti si svegliano, si alzano di colpo ed escono fuori in giardino. Io salto in piedi di colpo e faccio dei movimenti ondulatori avvicinandomi verso la scimmietta, cerca\tndo di farla uscire dalla finestra. Ma la scimmia non ne vuole sapere, prende un mela e me la scaglia contro poi prende un arancia e la scaglia sempre contro di me con più potenza e cattiveria, continua così con tutto il cestino di frutta. Io dopo aver preso la prima mela in faccia prendo un bastone e come in fruit ninja cerco di colpire la frutta mandandola a destra e a sinistra. Frutta che vola in tutta casa e muri che si sporcano di succhi vari. Appena la frutta finisce, cerco di avvicinarmi alla scimmia aprendo le braccia in cenno di pace, allora le dico scimmietta camo a fari, non vidi chi semu a menzu a na strada. Magari tu ta mettiri a fari burdellu. 2 Allora la scimmia comincia a parlare e io sono ancora più perplesso e dice ma chi ci fai ca, senti lu cori e vai a circari a fimmina chi ieri sira t’apriu lu cori. 3 A quel punto ho realizzato che stava tutto nella mia testa, le scimmie possono anche lanciare la frutta ma non credo parlino e poi che ci fa una scimmia in sicilia? I ricordi ancora non mi aiutano, penso che un caffè possa aiutarmi, allora mi alzo e sento un dolore al ginocchio, mi accende un ricordo dei piccoli kart della gara organizzata la sera prima. io troppo grosso, non ci stavo nel kart e allora mi sbattevano le ginocchia sulla carrozzeria del kart. Prendo la caffettiera del caffè e mentre cerco di aprirla, vedo un\u0026rsquo;altra scritta sull’altro braccio non ti fari pigghiari du sonnu! vidi chi ie ionnu! vidi chi ionnu! 4 ma che minkia è successo ieri notte penso…\nFiuuuubrururburur bu sento il rumore del caffè, è salito, spengo il fornello e mi verso una grande tazza, ne avevo proprio bisogno. Il rumore e probabilmente l’odore sveglia anche Pippo che si avvicina un pò storto e dice Minkia comu ni divirtemmu aieri sira\u0026hellip;chi c’è u cafè? 5 Faccio un cenno con la testa allora si versa anche lui una tazza e si accende subito una sigaretta. Gli chiedo se si ricordava qualcosa della donna che avevo conosciuto la sera prima, ma niente, non ricordava nulla e rideva come un matto guardando le scritte che avevo addosso. Perlustrai attorno in cerca di qualcosa e vidi teli da mare bagnati, mi ricordai del bagno di mezzanotte dopo i kart. Ad un tratto vidi dei biglietti, biglietti di un circo, ricordavo davvero poco sul circo, però pensai alla scimmia di poco fa e magari poteva esserci qualcosa di collegato con la mia strana immaginazione. Allora mi guardai attorno presi i miei averi e dissi Minni vaiu ou circu. Coccaduno vole a veniri o vi siddiati? 6 sai come quando butti lì qualcosa e l\u0026rsquo;unica cosa che senti è l\u0026rsquo;eco di ciò che hai detto. Ecco, la scena è stata proprio questa. Buttai un cenno di saluto a caso a cui ovviamente nessuno rispose mi girai e mi incamminai verso l’uscita. Una volta fori, pensai a come andare. Il circo non era lontanissimo e avevo voglia di riflettere ma soprattutto smaltire tutto l’alcol che avevo assunto la notte prima, allora decisi di andare a piedi. Man mano che camminavo mi ricordai che comunque non avevo alcun mezzo con me in quanto era passato Pippo a prendermi in motorino la sera prima.\nRosso e bianco era il grande capannone centrale che si intravedeva già in lontananza, schiamazzi e urla di bambini, fuochi e versi di animali si sentivano da più vicino. Ero stanco e non volevo perdere troppo tempo, allora pensai a cosa potevo fare per accedere ma soprattutto per ricevere risposte. Mi avvicinai all’ingresso e fui subito attratto da una signora bella tutta truccata con colori molto vivaci, i capelli tutti intrecciati che formavano una torre che finiva a punta e su una stellina luminosa. Mi avvicinai, non sapevo cosa dire allora improvvisai: Buongiorno signora ieri mi sono scordato la giacchetta qui, non è che l’avete vista? La signora tirò fuori un sorriso a 27 denti di cui più della metà splendevano d’oro e d\u0026rsquo;argento e rispose Fosse solu a giacchetta chi ti scurdati aieri sira! Ieri voi carusi, facistu nu maciello! 7 Allora vista la mala figura, mi sentii a mio agio a parlare sinceramente di ciò che ero venuto a fare, la donna mi prese in simpatia anche perchè ieri l’avevamo fatta ridere parecchio allora mi concesse di entrare a dare un occhiata in giro, mi disse di andare al bar dove avrei potuto trovare risposte e disse, spetta u figghiolo ca scimmia. 8 Entrai e andai alla ricerca del bar dove ordinai un caffè mentre attendevo il ragazzo con la scimmia. Poco dopo aver finito il caffè arrivò il ragazzo con la scimmietta. Non appena arrivato, la scimmietta mi corse addosso e mi strofino la testa sul braccio con dolcezza come per salutarmi. Io ricambiai e mi ricordai che durante la notte avevamo giocato assai insieme, le lanciavo noci, nucidde e nocitte e la scimmietta le prendeva al volo e le mangiava. Nel frattempo Marcello mi raccontò tutto della serata trascorsa lì al circo e io man mano avevo dei ricordi un pò più nitidi. Avevo messo la mano nella bocca del leone e non avevo avuto paura. In questo momento solo al ricordo mi salì un gelido formicolio di paura. In questo istante molto probabilmente, non l’avrei mai fatto. Filippa si chiamava la ragazza con cui avevo parlato la notte prima e faceva parte delle danzatrici volanti. Mi ricordai che avevo avuto una scossa notevole guardandola lì, sul filo mentre danzava era di un soave indescrivibile. Marcello, mi disse che subito dopo lo spettacolo avevamo parlato tanto ed eravamo stati molto vicini. Non ricordavo bene però sentivo qualcosa. Allora chiesi dove potevo trovarla e mi disse che a quest\u0026rsquo;ora stava sempre al capannone centrale ad allenarsi.\nMI diressi verso il capannone e nel contempo cercavo di ricordarmi, il cuore mi batteva ero leggermente agitato non sapevo che dire che fare. Ad un tratto la vidi e la riconobbi, stava proprio di fronte al capannone stava facendo una pausa, man mano che mi avvicinavo i ricordi diventano sempre più chiari, mi ricordai dei capelli neri ricci degli occhi sempre neri molto penetranti, mi apparve tutto chiaro. Però una volta lì davanti ero imbarazzatissimo e non sapevo che fare, preso dall’imbarazzo e da qualcosa ma non so bene cosa, mi avvicinai e la bacia in bocca. Lei inizialmente mi allontanò e rimase un po scossa ma poi si prese e cominciò a baciarmi e ci legammo insieme per un pò. Dopo qualche istante, ci allontanammo, giusto per vederci in faccia. Lei stava per dire qualcosa allora io la interruppi e le mostrai il braccio. Braccio in cui la notte prima era stata scritto il messaggio d’amore. Il volto di lei, si trasformò in un punto interrogativo, era perplessa come per dire ma che minkia è? Molto probabilmente non era la donna della sera prima pensai. Diventai rosso, non sapevo che fare, pensai che ormai qualcosa fosse nato. Nato a caso ma forse non veramente a caso e comunque poteva non avere importanza. Un attimo dopo realizzai che il tutto non aveva senso e pensai di girarmi e scappare via, via da quell’imbarazzo da quella scena troppo strana, in effetti avevo appena baciato una completa sconosciuta così a caso. Sono ancora in tempo! stavo per girarmi e filare via quando ad un tratto lei fece un sorriso, sorriso strano che voleva dire qualcosa, un po malizioso, si avvicinò e mi baciò ancora più intensamente come se mi conoscesse. Ma boh io come al solito non ho capito niente, ero un pò stanco e assonnato, ho guardato l’altro braccio e ho riletto non ti fari pigghiari du sonnu! vidi chi ie ionnu! vidi chi ionnu! allora spinto da questa frase e dall’impeto del bacio, mi svegliai di colpo e continuai a baciarla per tanto, tantissimo tempo. Eravamo come completi sconosciuti dove, l’unica parola scambiata era stato un bacio, a volte un bacio può dire ed esprimere più di mille parole. MI diressi verso il capannone e nel contempo cercavo di ricordarmi, il cuore mi batteva ero leggermente agitato non sapevo che dire che fare. Ad un tratto la vidi e la riconobbi, stava proprio di fronte al capannone stava facendo una pausa, man mano che mi avvicinavo i ricordi diventano sempre più chiari, mi ricordai dei capelli neri ricci degli occhi sempre neri molto penetranti, mi apparve tutto chiaro. Però una volta lì davanti ero imbarazzatissimo e non sapevo che fare, preso dall’imbarazzo e da qualcosa ma non so bene cosa, mi avvicinai e la bacia in bocca. Lei inizialmente mi allontanò e rimase un po scossa ma poi si prese e cominciò a baciarmi e ci legammo insieme per un pò. Dopo qualche istante, ci allontanammo, giusto per vederci in faccia. Lei stava per dire qualcosa allora io la interruppi e le mostrai il braccio. Braccio in cui la notte prima era stata scritto il messaggio d’amore. Il volto di lei, si trasformò in un punto interrogativo, era perplessa come per dire ma che minkia è? Molto probabilmente non era la donna della sera prima pensai. Diventai rosso, non sapevo che fare, pensai che ormai qualcosa fosse nato. Nato a caso ma forse non veramente a caso e comunque poteva non avere importanza. Un attimo dopo realizzai che il tutto non aveva senso e pensai di girarmi e scappare via, via da quell’imbarazzo da quella scena troppo strana, in effetti avevo appena baciato una completa sconosciuta così a caso. Sono ancora in tempo! stavo per girarmi e filare via quando ad un tratto lei fece un sorriso, sorriso strano che voleva dire qualcosa, un po malizioso, si avvicinò e mi baciò ancora più intensamente come se mi conoscesse. Ma boh io come al solito non ho capito niente, ero un pò stanco e assonnato, ho guardato l’altro braccio e ho riletto non ti fari pigghiari du sonnu! vidi chi ie ionnu! vidi chi ionnu! allora spinto da questa frase e dall’impeto del bacio, mi svegliai di colpo e continuai a baciarla per tanto, tantissimo tempo. Eravamo come completi sconosciuti dove, l’unica parola scambiata era stato un bacio, a volte un bacio può dire ed esprimere più di mille parole.\nTraduzioni: # Se senti il cuore che batte, sai dove trovarmi.\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nScimmietta che sta succedendo, non vedi che siamo già a disagio. Devi contribuire anche tu a fare traffico.\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nMa che ci fai ancora qui. senti il tuo cuore e vai a cercare la donna che ieri sera ti ha aperto il suo cuore.\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nNon ti fare prendere dal sonno. Vedi che è giorno, vedi che è giorno.\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nPerbacco, come ci siamo divertiti ieri sera… che c’è il caffè?\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nVado al circo. Qualcuno vuole venire o vi scocciate?\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nFosse solo la giacchetta che ti sei scordato ieri sera! Ieri voi ragazzi, avete fatto un chiasso esagerato!\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nAspetta il ragazzo con la scimmia.\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\n","date":"7 settembre 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/story/che_ci_fa_una_scimmia_in_sicilia/","section":"Storie","summary":"Bicchieri svuotati dall\u0026rsquo;alcol e sparsi di qua e di là su un tavolo colmo di disordine. I bicchieri, sono pieni di menta e lime ormai secchi\u0026hellip;","title":"Che ci fa una scimmia in Sicilia?","type":"story"},{"content":"","date":"25 agosto 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/campagna/","section":"Tags","summary":"","title":"campagna","type":"tags"},{"content":"Erano le 4.30 e Pierluigi aveva ancora gli occhi chiusi. Era sommerso in un sogno profondo. il sogno di un gioco, guardie e ladri. Pierluigi, era alla ricerca di un posto posizionato in alto, un luogo dove avrebbe potuto godere di una buona visione con multiple vie di fuga. Scelse la terrazza di Floride, una terrazza enorme che offriva una vista sulla piazza centrale del paese. Da lì poteva vedere tutta la piazza e seguire le guardie che avevano appena finito di contare e stavano per andare alla ricerca dei ladri.\nUn sobbalzo lo svegliò aprì leggermente gli occhi e vide a bettula 1 del nonno. L’aveva usata come cuscino e gli aveva biascicato addosso mentre dormiva.\nIl sobbalzo era stato causato da Stella la cavalla del nonno che si stava destreggiando nella dura salita che portava alla campagna. Cooooocoocode sentì, un colpo di ali e la bettola iniziò a muoversi. Pierluigi, aveva sonno e non si fece domande sul perché la bettola si muoveva ed emetteva versi di gallina, chiuse gli occhi e riprese a dormire.\nAppena arrivarono in campagna, si fermarono di fronte all’orto. Scesero dal cavallo, il nonno disse Sta Iddina non è chiu bona a nenti. Non fa qiu ovae non è bona mancu più fari u brodu, c’amo a tagghiari a testa. 2 allora il nonno si girò verso Pierluigi e gli diede un coltello dal manico di legno molto affilato, l\u0026rsquo;aveva affilato la mattina con tanta cura. Pigghia stu cuteddu, cià fari nun tagghiu nte cannarozzi. Te ca. 3 Pierluigi aveva solo 9 anni era ingenuo e perplesso non capiva il perché di questa azione e non si spiegava perché doveva essere proprio lui a farla. Era molto impaurito dalla gallina. Il nonno la prese tenendola per le ali e tenendogli la testa e gli disse fozza tagghia! allora Pierluigi si avvicinò e avvicinò il coltello alla gola della galliana, la sfiorò, non appena vide il sangue, rabbrividì e si fermò. Il nonno cercò di riprendere il coltello per terminare la gallina. Ad un tratto la gallina gli sfuggì di mano e cominciò ad emettere versi smorzati. Si mise a correre sguazzando sangue di qua e di la. Il sangue schizzò su Pierluigi e sul nonno e sul prato, Sembrava una scena splatter come nei film di Tarantino. Cercarono di acchiappare la gallina ma gli sfuggì, dopo un pò la gallina si stancò e cominciò a barcollare qua e la. Il nonno in un balzo l’afferrò e con un colpo secco gli recise la gola, mentre lo fece, si sentì un ultimo stridulo coccodè che mise fine alle sofferenze della povera gallina. Allora la prese e la appese ad un palo vicino all’orto e disse ora voggiu a vidiri si tornunu staceddi da mala sorti! 4 tutta questa crudeltà per far scappare gli uccellini che in quei giorni mangiavano il raccolto. Il nonno aveva fatto uno spaventapasseri ma non era stato sufficiente. Ci teneva molto alla sua campagna aveva fatto tanti sacrifici e avrebbe fatto qualsiasi cosa per raccoglierne i frutti.\nPierluigi era un po scandalizzato dalla scena a cui aveva assistito. Un attimo dopo, si mise al lavoro, doveva mbvirare 5, spostando la suca di rasola a rasola.\nMise la suca sotto un grande albero di pesche e si sedette ad aspettare. Ad un tratto, gli calò la palpebra e si trovò di fronte le guardie che stavano salendo dalle scale principali. Allora Pierluigi, scappò verso l\u0026rsquo;altra uscita della terrazza ma un\u0026rsquo;altra guardia arrivò velocemente su dalle stesse scale. Una guardia disse ormai sei un trappola, arrenditi. Pierluigi, ci teneva a non essere catturato e avrebbe fatto di tutto, allora si sporse dalla terrazza mentre i due si avvicinavano. Fu lì che capì che poteva farcela, col cuore in gola e la guardia ad un soffio, flush si tuffó dalla terrazza. Durante il volo emise un gemito di follia, ammortizzó la caduta facendo delle capriole sul prato morbido che lo aiutò ad attenuare la caduta. Si chiuse sì tanto in se stesso che successe una cosa insolita, emesse una flatulenza e subito dopo sentì qualcosa che spinse nelle mutande proprio in prossimità del sedere. Non era paura ma causato dalla contrazione che fece il suo corpo. Era piccolo e non sentì alcun dolore, si alzò e continuò a correre fino a casa verso il bagno per finire ciò che era cominciato. Ad un tratto mentre si lavó le mani, sentì l\u0026rsquo;acqua, la sentì fino ai piedi si svegliò e vide una pozza enorme, si era scordato di spostare la suca e il pesco era pieno colmo d’acqua. Allora prese la suca e di corsa la sposto nella rasula sotto. Dopo un po\u0026rsquo; arrivo il nonno, Pierluigi era stanco e aveva fame chiese al nonno che ore sono? Il nonno alzò lo sguardo e guardò il sole e disse iè menzionnu ora ni calamu e annamu a manciari. Iai fami? Te docu manciati na pessica. 6 Pierluigi accenno un sospiro di sollievo, domandava spesso che ore erano al nonno, era affascinato da come sapesse sempre l\u0026rsquo;ora esatta senza l\u0026rsquo;uso dell\u0026rsquo;orologio. Il nonno preparò con le foglie dei fichi d\u0026rsquo;india ei limoni marci u pastrozzu 7 un secchio di mangime che diede alle pecore, andavano pazze per u pastrozzu. Mise la suca sotto un grande albero di pesche e si sedette ad aspettare. Ad un tratto, gli calò la palpebra e si trovò di fronte le guardie che stavano salendo dalle scale principali. Allora Pierluigi, scappò verso l\u0026rsquo;altra uscita della terrazza ma un\u0026rsquo;altra guardia arrivò velocemente su dalle stesse scale. Una guardia disse ormai sei un trappola, arrenditi. Pierluigi, ci teneva a non essere catturato e avrebbe fatto di tutto, allora si sporse dalla terrazza mentre i due si avvicinavano. Fu lì che capì che poteva farcela, col cuore in gola e la guardia ad un soffio, flush si tuffó dalla terrazza. Durante il volo emise un gemito di follia, ammortizzó la caduta facendo delle capriole sul prato morbido che lo aiutò ad attenuare la caduta. Si chiuse sì tanto in se stesso che successe una cosa insolita, emesse una flatulenza e subito dopo sentì qualcosa che spinse nelle mutande proprio in prossimità del sedere. Non era paura ma causato dalla contrazione che fece il suo corpo. Era piccolo e non sentì alcun dolore, si alzò e continuò a correre fino a casa verso il bagno per finire ciò che era cominciato. Ad un tratto mentre si lavó le mani, sentì l\u0026rsquo;acqua, la sentì fino ai piedi si svegliò e vide una pozza enorme, si era scordato di spostare la suca e il pesco era pieno colmo d’acqua. Allora prese la suca e di corsa la sposto nella rasula sotto. Dopo un po\u0026rsquo; arrivo il nonno, Pierluigi era stanco e aveva fame chiese al nonno che ore sono? Il nonno alzò lo sguardo e guardò il sole e disse iè menzionnu ora ni calamu e annamu a manciari. Iai fami? Te docu manciati na pessica. 6 Pierluigi accenno un sospiro di sollievo, domandava spesso che ore erano al nonno, era affascinato da come sapesse sempre l\u0026rsquo;ora esatta senza l\u0026rsquo;uso dell\u0026rsquo;orologio. Il nonno preparò con le foglie dei fichi d\u0026rsquo;india ei limoni marci u pastrozzu 7 un secchio di mangime che diede alle pecore, andavano pazze per u pastrozzu.\nIl nonno prese il cavallo e si incamminarono verso casa. Mentre scendevano Pierluigi guardò la campagna ed in lontananza vide la gallina che stava lì, illuminata dal sole, riusciva a vedere chiazze di sangue rosso, qualche goccia che colava piano piano giù. Si sentiva un po\u0026rsquo; in colpa per la gallina, ma il pensiero svanì un attimo dopo arrivati a casa di fronte a una gran tavola bandita con tutta la famiglia lì pronti a pranzare.\nBértula o bisaccia è un manufatto tessile comunemente diffuso su tutto il territorio regionale. Il suo uso ha origini antichissime ed è fortemente legata alla vita quotidiana. In ambito contadino, viene utilizzato per trasportare cibo come frutta, verdura o latte e uova. Oppure anche per utensili.\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nQuesta gallina non produce più niente. Non fa più le uova e non è più buona neanche per fare il brodo, dobbiamo tagliarle la testa.\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nPrendi questo coltello e coltello, devi fare un taglio in gola. Tieni\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nOra voglio vedere se tornano ancora questi uccelli che portano solo guai\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nMbvirare annaffiare le piante, utilizzato sia con l’utilizzo della suca (canna, pompa) oppure anche tramite canalette a scorrimento d\u0026rsquo;acqua.\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nE’ mezzogiorno, tra poco torniamo a casa e andiamo a mangiare. Hai Fame? Tieni mangiati una pesca.\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nU pastrozzu composto di limoni e aranci, lasciati sotto un telone e sotto al sole, rimangono lì per giorni, settimane a macerare, in modo da comporre questa melma da un odore molto distinguibile e forte. Viene utilizzato come mangime per gli animali, ha ottimi valori nutrizionali.\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\n","date":"25 agosto 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/story/la_campagna_e_la_gallina/","section":"Storie","summary":"Erano le 4.30 e Pierluigi aveva ancora gli occhi chiusi. Era sommerso in un sogno profondo. il sogno di un gioco, guardie e ladri\u0026hellip;.","title":"La campagna e la gallina","type":"story"},{"content":"Din..Don..Din..Don.. Era Domenica mattina, le campane suonarono la prima volta alle 8 la mattina, il suono era molto forte e riecheggia in tutto il paese, quella domenica come tutte le domeniche a quell\u0026rsquo;ora quasi tutti dormivano compreso Gino. La vecchietta Concettina invece era sveglia da prima dell’alba, sprizzava di gioia e tanta energia, era il suo unico giorno di uscita. Come ogni domenica, Concettina, stava seguendo la sua routine domenicale, si stava preparando a festa!\nConcettina, dopo aver fatto una colazione molto abbondante, aveva bisogno di tante energie di domenica, si attinge ad effettuare tutte le sue preparazioni. Una doccia molto lunga per sentirsi ben profumata e sveglia, dopo si preparava i capelli, facendo tanti boccoli raccolti uno per uno per comporre come un mazzo di tulipani. Nonostante l’età Concettina aveva ancora tanti capelli, tutti neri. Faceva il colore pochissime volte. Il nero dei suoi capelli era sempre molto forte e acceso. Di domenica, usava legare i capelli con nastro di colore azzurro e rosa e ci faceva sopra un bel fiocco. La faccia tutta incipriata per coprire le occhiaie e un pò i solchi degli anni, pesanti rughe che nonostante la cipria, restavano comunque visibili. Sulle labbra, passava un rossetto, di un rosso ma di un rosso, molto forte che accendeva tutta la faccia e delineava un gran sorriso. Sorriso che aveva sempre stampato in faccia, un sorriso vissuto, che esprime molta serenità e bontà.\nScorreva tutti i vestiti migliori, li guardava, li riguardava, li girava, ma alla fine sceglieva quasi sempre il suo vestito preferito. Un vestito bello a quadri nero bianco e grigio. Molto classico ed elegante. Ci attaccava sopra la sua spilla d’oro, spilla di un delfino che aveva ricevuto da sua mamma e a sua volta, sua mamma l’aveva ricevuta da sua Mamma Concetta. Aggiungeva, una collana di perle e due orecchini di perle per dare un tocco ancor più di eleganza. Prendeva la sua borsetta e la riempiva di tutto ciò che poteva essergli utile, un fazzoletto bianco, tutto ricamato da lei stessa, con le sue iniziali PC, un foulard nel caso facesse freschetto, un ventaglio nel caso facesse caldo e un ombrello nel caso piovesse. Pensava proprio a tutto e aveva tanto tempo per prepare tutto al minimo dettaglio.\nUna volta pronta, si posizionava nel suo posto preferito, posto in cui passava le mattine e i pomeriggi, in genere stava lì, seduta sul balcone a non fare nulla, guardare le macchine passare, i bambini giocare, le foglie cadere e il tempo passare. Invece oggi, aveva una cosa da fare. Stava lì seduta ad aspettare Petra. Petra era una ragazza giovane, figlia di Pippo, cugino di terzo grado di Concetta. Petra era molto affezionata a Concetta e ogni domenica, andava a prenderla a casa e l’accompagnava in chiesa, Concetta faceva fatica a camminare per i suoi dolori di artrosi dovuti all’età.\nPetra arrivò puntuale alle 10 be un ora prima dall’inizio della messa. Al suo arrivo di nuovo Din..Don..Din..Don.. le campane suonarono di nuovo a festa. Concetta abitava circa 150 mt di distanza dalla Chiesa, generalmente una persona giovane e in salute ci mette circa un minuto a percorrere questo tratto, invece Concetta e Petra uscivano almeno un ora prima, si la vecchietta Concetta aveva qualche acciacco ma non era per quello che uscivano così prima bensì perchè Concetta aveva tanto tempo a disposizione e quello era il suo giorno e voleva goderselo al massimo.\nPetra una volta arrivata, salutava Concetta. Buongiorno Zia Concetta! Ma comu ti parasti! Si troppu bedda stamatina! 1. Concetta ricambia con tanta gioia e un gran sorriso Buongiorno Petra! oggi, tu si a chiu bedda du paesi! Putemu fari a sfilata! 2. Petra aveva portato un fiore come tutte le domeniche, raccolto dal suo giardino. Si avvicinò a Concetta e lo mise sotto al fiocco e disse. Ora putemu nesciri si troppu bedda! 3. Allora prese la borsetta e insieme si avviarono piano piano verso le scale. Concetta si appoggiò a Petra da un lato e al corrimano in legno dall’altro lato. Faceva scivolare la mano sullo scorrimano, ma benché si fidasse molto di Petra, non si fidava delle sue gambe quindi, stringeva molto forte lo scorrimano che provocava uno stridio derivante dall’attrito della sua mano sudata che scivolava sullo scorrimano. Una volta finite le scale, Concetta si sedeva sul bisolo per fare una piccola pausa. Concetta una volta seduta disse Hai Hai! Chi bella iunnata i suli sta matina\u0026hellip;ma Petra dimmi chi facisti a ieri sira? mi dissiru chi niscisti con cocca adunu. 4 Petra rispose ieri niscia cu Ginu. Ie un bravu figghiolo! allora subito Concetta ribatte: E cu ie Gino? I cui è figghiu? Petra ci penso un attimo, poi rispose: ie u figghiu i Mimma e i Pippu a bonanima sua. 5 Concetta subito curioso ribatte e chi facisti? cunta cunta…6 Allora concetta comincia: ma chi nì sai mi vinni a pigghiari fino a casa! ruvao tutto allicchittato supra a so vespa..Matri tuttu troppu beddu chi capiddi sistemati ie na camicia pulita\u0026hellip; 7 Non finì di raccontare la storia che arrivò Mari Ciccia. Le tre si scambiarono affettuosi saluti e si incamminarono verso la messa. Appena partiti sentirono ancora Din..Don..Din..Don.. l’ultima ora, le campane suonavano ogni 15 minuti. Gino questa volta fece un sussulto sentendo le campane ma poi si girò dall’altra parte e continuò a dormire. Petra una volta arrivata, salutava Concetta. Buongiorno Zia Concetta! Ma comu ti parasti! Si troppu bedda stamatina! 1. Concetta ricambia con tanta gioia e un gran sorriso Buongiorno Petra! oggi, tu si a chiu bedda du paesi! Putemu fari a sfilata! 2. Petra aveva portato un fiore come tutte le domeniche, raccolto dal suo giardino. Si avvicinò a Concetta e lo mise sotto al fiocco e disse. Ora putemu nesciri si troppu bedda! 3. Allora prese la borsetta e insieme si avviarono piano piano verso le scale. Concetta si appoggiò a Petra da un lato e al corrimano in legno dall’altro lato. Faceva scivolare la mano sullo scorrimano, ma benché si fidasse molto di Petra, non si fidava delle sue gambe quindi, stringeva molto forte lo scorrimano che provocava uno stridio derivante dall’attrito della sua mano sudata che scivolava sullo scorrimano. Una volta finite le scale, Concetta si sedeva sul bisolo per fare una piccola pausa. Concetta una volta seduta disse Hai Hai! Chi bella iunnata i suli sta matina\u0026hellip;ma Petra dimmi chi facisti a ieri sira? mi dissiru chi niscisti con cocca adunu. 4 Petra rispose ieri niscia cu Ginu. Ie un bravu figghiolo! allora subito Concetta ribatte: E cu ie Gino? I cui è figghiu? Petra ci penso un attimo, poi rispose: ie u figghiu i Mimma e i Pippu a bonanima sua. 5 Concetta subito curioso ribatte e chi facisti? cunta cunta…6 Allora concetta comincia: ma chi nì sai mi vinni a pigghiari fino a casa! ruvao tutto allicchittato supra a so vespa..Matri tuttu troppu beddu chi capiddi sistemati ie na camicia pulita\u0026hellip; 7 Non finì di raccontare la storia che arrivò Mari Ciccia. Le tre si scambiarono affettuosi saluti e si incamminarono verso la messa. Appena partiti sentirono ancora Din..Don..Din..Don.. l’ultima ora, le campane suonavano ogni 15 minuti. Gino questa volta fece un sussulto sentendo le campane ma poi si girò dall’altra parte e continuò a dormire.\nCamminarono per ben 15 minuti tirati facendo qualche pausa qua e là e si ritrovarono in piazza. Una volta in piazza, camminarono ancora più piano in modo da farsi vedere da tutti. Si sedettero proprio nella panchina centrale della piazza, tutti le guardarono, loro salutarono e si misero a chiacchierare con tutti, quando ancora Din..Don..Din..Don\u0026hellip; Ad un tratto, si avvicinò Cammela a cuttigghiara era sempre in cerca di qualcuno a cui raccontare i suoi curtigghiu ma soprattutto ascoltare altri curtigghi in modo da riempire il suo tempo, allenare la sua parlantina. Una volta lì davanti Buongiorno signore, ma come siamo belle questa mattina! le tre, ricambiarono il saluto. Carmela utilizzava sempre la stessa strategia, inizialmente buttava giù una serie di complimenti e ringraziamenti vari in modo da attrarre l’attenzione e fare sentire bene il suo pubblico, poi quando tutte pendevano dalle sue labbra partiva con la sua storia, inizia sempre dalla storia più in voga del momento, poi se vedeva esserci un ricambio allora andava giù più pesante fino agli scoop che manco i muri conoscevano. E fidatevi lei ne sapeva davvero tante, il suo lavoro era quello ed era assatanata dal saperne sempre di più, sapere tutto di tutti. Quel giorno esordì con la storia da Fubba (la furba). La Fubba, era una vecchietta che non si vedeva mai, stava sempre chiusa in casa e non si sapeva niente di lei, non si sapeva cosa facesse, come vivesse e se fosse ancora viva. Si parlava di lei spesso, era l’unica di cui nessuno aveva filtro. Si raccontavano tante storie brutte e belle ma la maggior parte di queste vedeva sempre la donna in maniera cattiva vincente e furba. Ieri a putia ntrasiu na signora, Gina (la proprietaria della putia), mi dissi\u0026hellip;chi mai l\u0026rsquo;avia vista. Iera vecchia, ma strana, aviva nu stile tuttu particulari cu nu cappeddu a tipo chiddi chi si vidunu nta televisione e parrava italianu. Ma Italianu bonu, comu parrano chiddi chi studiano assai, sicuru chi fici magari i superiori. Na vota chi ntrasiu, vaddau tutti i cosi e ci fici 50 mila dumanni, e da ago e filo si cattao fino a attrezzi i travagghiu. Proprio strana sta vecchia. Si cattau si tanti cosi. Gina mi dissi chi manco nto misi migghiori fici tutto sto guadagnu. Appena nisciu Gina cuminciò a cantari e ballari da contentizza e chiamò subito so figghiu Filippò e u mannau mi ci va appresso pi capiri da unni nisciu sta vecchia. Allora Filippu ci cuntao chi si fici u giro i tutti l’attività du paisi. Cattò, tutto cattau, inchiu u carrello si cattò magari nautru carrelo e u ghinchì. Tutti aierie ieruno sbarruati i sta cosa e tutti i vindanti mi cuntaruno a stissa cosa chi era troppu stranuuu. Ma a sapiti na cosa? Filippu a nsucutau fino a casa e ndovinati aunnni ruvao\u0026hellip;A casa da Fubba! Cumbinazioni ie fossi o ie proprio a Fubba? E cu sapi e cui a cunusci! mai nuddu a vidiu nta facci! 8 La storia era quasi finita quando fu interrotta dalle campane Din..Don..Din..Don..Din..Don..Din..Don.. che suonavano di più per segnalare che mancava solo l\u0026rsquo;ultima quarto d’ora all\u0026rsquo;inizio della messa. Allora le tre ringraziarono Carmela per la storia e si incamminarono verso la chiesa. Carmela non aveva tratto alcun guadagno da quello scambio allora si avvicinò e disse, u sapiti chi c\u0026rsquo;è, magari io a nari a missa oggi, vengu con vui così vi ncumpagnu fino a ghiesa. 9 In questo modo, nel tragitto poteva ascoltare le loro discussioni. Le tre lo sapevano, conoscevano bene Carmela, ma era inutile cercare di evitarla o non parlare. Allora si misero in marcia e ripresero a chiacchierare lo stesso però ogni tanto aggiungevano al discorso una fandonia in modo da rendere il lavoro di Carmela più difficile.\nAppena arrivarono sul ponte che regala una bella vista della grande chiesa del paese dall’alto, rimasero tutte e tre sbalordite, c’era un matrimonio e la piazza di fronte alla chiesa era tutta piena di persone belle, sorridenti e vestite a festa. Concettina allora divenne ancora più contenta, i suoi occhi si illuminarono e una lacrima di gioia scivolò giù per il viso. Anche Mari Ciccia lacrimò, ma le sue lacrime erano lacrime di dolore per suo marito, l’aveva perso da qualche mese e ancora il ricordo era molto accesso. Petra invece era contentissima, nella folla distinse gli sposi, e già si immaginò il suo futuro con Gino li in mezzo sorridenti. Carmela non era per niente sorpresa ovviamente già era a conoscenza del matrimonio e sapeva tutto sul matrimonio si trattava di una fuitina 10. Carmela era venuta apposta per vedere come le persone si erano vestite, studiare la gente e conoscere altre storie per dissetare la sua irrefrenabile voglia di conoscenza altrui.\nBuongiorno Zia Concetta! Ma comu ti sei vestita e sistemata bene! Sei troppo bella questa mattina! Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nBuongiorno Petra! oggi, tu sei la più bella del paese! Insieme possiamo fare la sfilata di moda! Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nOra possiamo uscire, sei troppo bella! Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nHai Hai! Che bella giornata di sole questa mattina\u0026hellip;ma Petra dimmi che hai fatto ieri sera? Mi hanno detto che sei uscita con qualcuno. Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nE’ il figlio di Mimma e Pippo defunto e degno di rispetto. Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nE che hai fatto? racconta… Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nNon puoi capire, è venuto a prendermi fino a casa! e arrivato ed era tutto sistemato con la sua vespa bianca. Mi davvero troppo bello, con i capelli e la camicia perfetti… Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nIeri alla putia (negozio tipico siciliano dove in genere si vende qualsiasi cosa) è entrata una signora*, Gina (la proprietaria della putia), mi disse che non l’aveva mai vista. Era anziana e strana, aveva uno stile particolare, portava un cappello come quello che si vede alla televisione. Parlava in italiano molto bene. Come parlano le persone che studiano tanto, sicuramente avrà conseguito anche la scuola superiori. Una volta che entrò, ha guardato tutto il negozio e fece tante domande. Comprò tutto da ago e filo, fino agli attrezzi da lavoro. Ha comprato così tante cose che Gina, la proprietaria del negozio, neanche nel mese migliore guadagna così tanto. Appena uscita, Gina si mise a ballare e a cantare dalla contentezza e chiamò suo figlio Filippo e lo mandò a seguire la signora in modo da capire da dove proveniva. Filippo, raccontò che fece tutto il giro dei negozi del paese e comprò tantissime cose, Riempi il carrello e si comprò anche un altro carrello e lo riempì. Tutti i venditori erano sorpresi di questa cosa e mi raccontarono tutti la stessa cosa. Era troppo strano. Ma la sapete una cosa. Filippo la seguì fino a casa e indovinare dove andò….A casa della Furba! E’ una combinazione oppure è proprio lei? E chi lo sa? Chi la conosce! Mai nessuno l’ha vista in faccia.* Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nLo sapete che c’è, anche io devo andare a messa oggi, vengo con voi così vi accompagno. Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nFuitina: fuga repentina che identifica l’allontanamento di una coppia di giovani aspiranti coniugi dai rispettivi nuclei familiari di appartenenza, allo scopo di rendere esplicita (o far presumere) l\u0026rsquo;avvenuta consumazione di un atto sessuale completo.\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\n","date":"11 luglio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/story/il_giorno_della_messa/","section":"Storie","summary":"Din..Don..Din..Don.. Era Domenica mattina, le campane suonarono la prima volta alle 8 la mattina, il suono era molto forte e riecheggia in\u0026hellip;","title":"Il giorno della messa","type":"story"},{"content":"","date":"11 luglio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/messa/","section":"Tags","summary":"","title":"messa","type":"tags"},{"content":"Con questo articolo voglio spiegare come poter fare una app per il proprio canale personale youtube in 10 minuti. Io ho sviluppato in questo modo l\u0026rsquo;app Italiano con Eli, creata per il canale Italiano con Eli. Mentre stavo sviluppato l’app ho deciso di generalizzare la soluzione in modo da poter essere utilizzata da chiunque per recuperare qualsiasi video dato un determinato link del corrispettivo canale Youtube. L’applicazione completa e funzionante è disponibile al seguente link github. Potete fare un Fork o un Clone, usarla così com’è oppure modificandola come meglio vi pare. Se vi piace potete anche mettere un like.\nConfigurazione necessaria # Unica cosa da fare per poterla utilizzare è configurare la connessione alle API di Youtube in modo da poter utilizzare la ricerca dei vostri video del canale. Per una corretta configurazione potete seguire i seguenti step:\nAccedere al Google Api Console con il vostro account Google se non lo avete, create un nuovo account.\nAndare sotto progetti e cliccate su NUOVO PROGETTO, Immetti il nome e aspetta che google crei il progetto.\nClicca sul link delle Google API nella libreria delle API e cerca oppure seleziona le api youtube come evidenziato nella foto di seguito\nClicca sul link delle Google API nella libreria delle API e cerca oppure seleziona le api youtube come evidenziato nella foto di seguito\ndopo clicca abilità e vai sotto la voce di menu credenziali Seleziona Youtube Api v3, seleziona dati pubblici e conferma\nAdesso Google creerà la tua chiave di accesso\nl\u0026rsquo;api key recuperata al punto 6 dovrà essere inserita all’interno dell’applicazione e sostituita nella pagina main.dart al posto della key come segue:\nstatic String key = \u0026#34;\u0026#34;; // ** ENTER YOUTUBE API KEY HERE ** static String channelid = \u0026#34;UC_8mNVpafplqHNy85No4O2g\u0026#34;; // ** ENTER YOUTUBE CHANNEL ID HERE ** il channel id deve fare riferimento al vostro canale youtube. Lo potete semplicemente estrarre dal link del vostro canale youtube, prendendo la parte finale del link:\nLa configurazione è finita, avete appena creato la vostra nuova App per il vostro canale Youtube Yehaa!\nQualche cenno al codice # Per agevolare lo sviluppo dell’applicazione ho usato i seguenti due plugin che potete trovate nella pagina dei plugin per flutter flutter packages\ni plugin utilizzati sono i seguenti:\nyoutube player Flutter\nyoutube Api\nil codice dell’applicazione è molto semplice e ho usato una struttura di suddivisione pagine\nabbastanza chiara:\nModel contiene il modello dei dati recuperati dalle youtube Api. Adesso la classe fa anche qualcosa in più, c’è un metodo che recupera i dati da youtube e li inserisce in una lista di youtube data. Usa un sistema che fa il recupero dei dati solo se non sono presenti in cache usando la flutter shared preference. Questo meccanismo è molto utile in quanto le Api di Google sono a pagamento in funzione dell’utilizzo. Utilizzando la cache risparmierete drasticamente in chiamate. se non avete mai usato la cache in flutter potete leggere quest\u0026rsquo;altro mio articolo: flutter shared preferences in profondità.\nPages contiene le pagine dell’APP\nhome page\ncategory page\npagina di play video\nUI contiene un widget per rappresentare la lista dei video. L’ho creato a parte come widget per avere a disposizione una view da poter utilizzare sia nella pagina home che category. In questo modo, potrei usarlo anche in altre pagine in futuro.\nMain.dart altro non fa che inizializzare la classe del model, caricare i dati di youtube e passarli alle rispettive pagine.\nUtilizzando questa struttura il codice è molto semplice anche da manutenere ad esempio la pagina home contiene solo il seguente codice:\nimport \u0026#39;package:flutter/material.dart\u0026#39;; import \u0026#39;package:youtubeapichannel/Model/YoutubeData.dart\u0026#39;; import \u0026#39;package:youtubeapichannel/UI/YoutubeVideoList.dart\u0026#39;; YoutubeData youtubeData; class Home extends StatefulWidget { Home(YoutubeData inyoutubeData) { youtubeData = inyoutubeData; } @override _HomeState createState() =\u0026gt; new _HomeState(); } class _HomeState extends State\u0026lt;Home\u0026gt; { callAPI() async { setState(() {print(\u0026#39;UI Updated\u0026#39;); }); } @override void initState() { super.initState(); //callAPI(); } @override Widget build(BuildContext context) { if(youtubeData!=null) return new YoutubeVideoList(youtubeData.getHomeList()); else return new Container(child:new Text(\u0026#34;problem loading data from youtube!\u0026#34;)); } } Quindi riceve semplicemente in input la classe contenente la lista dei video e richiama il plugin YoutubeVideoList che sta sotto la UI per rappresentare i video sotto forma di lista di video youtube.\nUnica pecca, è che quando l’ho realizzata non ero tanto esperto e ho deciso di passare i dati come parametro. 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Non aveva la minima voglia di fare questa commissione e rabbrividì al solo pensiero. Si girò d\u0026rsquo;altro lato sperando di addormentarsi nuovamente e di svegliarsi il giorno dopo. Chiuse a malapena una palpebra quando sentì una voce dal profondo e non era un incubo, purtroppo, era sua mamma che urlava: Gino svigghiati chi iè taddu. Ti ricoddi chi m’ha spicciari da cosa a posta? U sai chi io non ci pozz’ annari! 1 Quindi, era tutto vero. Sua mamma aveva bisogno di lui, ma la commissione alla posta Gino non l’aveva mai mandata giù, la faceva controvoglia e lo metteva di malumore. Allora risponde alla mamma: mamma fammi dommiri, fammi dommiri autri 10 minuti! Poi mi siddiu e sugnu stancu e u sai che na suppottu Naiu Valia! 2 la mamma gli urlò subito contro insistentemente fin tanto che Gino decise di alzarsi. Scese le scale con i capelli e la faccia stropicciata, prese il caffè e lì accanto trovò le carte, carte che doveva portare alla posta. Le guardò, poi si mise a giocare con la tazzina di caffè mettendola vicino agli occhi in modo da fare sparire le carte dal suo sguardo. Alla fine si rassegnò, si alzò, prese le carte e uscì.\nAttraversò il vialetto e si ritrovò di fronte alla piazza del paese. In piazza a distanza vide due donne, già da lontano riconobbe Cammela a cuttighiara 3 che parlava con una certa veemenza che la caratterizzava. Stava raccontando alle vicine la disavventura proprio di Gino del giorno prima \u0026ldquo;Scinni Papà\u0026rdquo;. Carmela non appena lo vide arrivare, cambiò subito discorso, tanto sapeva tutto di tutti e aveva tanti cuttigghi a disposizione da raccontare. Gino si sentì un po’ osservato mentre passava e percepì in sottofondo un po’ di sghignazzi. Una volta in piazza, vide Don Gianni che stava lì seduto ad aspettare che il tempo passasse. Don Gianni salutò Gino con molto rispetto e un bel sorriso affettuoso, erano molto amici i due. Gino ricambiò. Poco più avanti Ciccio invece gli disse: Ma tò patri a unni u lassasti? Aoggi nun scinniu? 4 chiaramente una provocazione, una presa in giro poco velata da parte di Ciccio. A quel punto Gino capì che si riferiva al giorno precedente e allora rispose a tono: Ciccio Birra ma picchì non ti bivi na birra e ti cucchi? 5\nProseguì però senza fermarsi, non voleva problemi quella mattina, già ne aveva tanti, la sua missione principale era la commissione in posta.\nSuperata la piazza, si ritrova di fronte alla posta. Già in lontananza poteva sentire la puzza di sigaretta misto profumo d’arancia e di cocco di Naiu Valia e già gli veniva un senso di vomito. Non appena arrivò all’ingresso la vide. Naiu Valia era lì, sicca sicca, con i capelli scuri, la faccia scura, vestita di nero, come sempre, a non fare nulla. Aveva quello sguardo rilassato ma anche minaccioso e incavolato. Allora Gino entra in silenzio e lei subito a tono: cu non mori si rividi! Ma cu ti porta? C’ha fari? 6 Gino rispose dicendo che doveva fare due raccomandate, prendere un pacchetto…. non lo fece neanche finire di parlare che rispose Ma chi ti sbigghiasti ora? tutto oggi a fari? iè tardu, su i 10, no sai chi io a fari a pausa? Si voi mi poi spettari ca, poi quannu tornu videmu chi putemu fari. 7 Gino non aveva voglia di problemi quella mattina allora rispose che andava bene e si sedette. Aspettò lì seduto sino alle 11 ma niente, di Naiu Valia nessuna traccia. Allora si fece una passeggiata e andò a bere un po’ d’acqua al lavatoio (posto utilizzato una volta per lavare i panni).\nUna volta ritornato vide due vecchiette dentro che dovevano ritirare la pensione e Naiu Valia che era appena tornata. Gino allora si avvicinò e Naiu Valia lo richiamò subito Gino ma che fai? non vedi che c’è gente. Devi aspettare il tuo turno e prendi il numerino. Mica siamo al mercato qui! allora Gino stava per innervosirsi ma sapeva che non era il caso e non poteva perchè se tornava a casa senza aver sbrigato le commissioni poi sentila la mamma. Allora disse: va bene aspetto e prese il numerino.\nNaiu Valia, cominciò a parlare con le vecchiette di tutto, sembrava di essere davvero al mercato. Cominciarono dal l\u0026rsquo;uncinetto per finire con le ricette di cucina siciliane. Gino non ne potè più, era stanco e si addormentò. Non appena aprì gli occhi vide che non c’era più nessuno ed era finalmente arrivato il suo turno. Allora si avvicinò al bancone, lì di fronte a Naiu Valia, lì pronto con tutte le sue carte e le sue cose da sbrigare, dice: è il mio turno adesso giusto? Naiu valia rispose: Ma beddu chi ti sbigghiasti ora! Non vidi chi ie menzionnu. Io annari a manciari. Tranquillu….rilassati i poi fari dumani! tantu ca fari? 8 Naiu Valia, cominciò a parlare con le vecchiette di tutto, sembrava di essere davvero al mercato. Cominciarono dal l\u0026rsquo;uncinetto per finire con le ricette di cucina siciliane. Gino non ne potè più, era stanco e si addormentò. Non appena aprì gli occhi vide che non c’era più nessuno ed era finalmente arrivato il suo turno. Allora si avvicinò al bancone, lì di fronte a Naiu Valia, lì pronto con tutte le sue carte e le sue cose da sbrigare, dice: è il mio turno adesso giusto? Naiu valia rispose: Ma beddu chi ti sbigghiasti ora! Non vidi chi ie menzionnu. Io annari a manciari. Tranquillu….rilassati i poi fari dumani! tantu ca fari? 8\nSe siete arrivati a leggere fin qui avete capito perchè l’addetta della poste aveva come soprannome Naiu Valia. Questa storia ovviamente è un’ esasperazione. Non vuole essere provocatoria verso gli uffici postali né verso gli addetti postali né contro il sud o il nord, è solo una storia, prendetela così com\u0026rsquo;è e state tranquilli e rilassatevi!\nTraduzioni e audio: # Gino svegliati che è tardi, ti ricordi che mi devi sbrigare quelle commissioni all’ufficio postale? Lo sai che io non posso andarci! Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nMamma fammi dormire! fammi dormire altri 10 minuti! Poi mi scoccio e sono stanco e lo sai che non sopporto l’addetta della posta! Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\ncuttighiara persona che ama sparlare di altre persone Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\n*Ma dove hai lasciato tuo papà? Oggi non è sceso con te? * Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nFrancesco detto Ciccio Birra perchè non ti bevi una birra e vai a letto? Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nChi non muore si rivede! Ma chi ti ha consigliato di venire? Che cosa devi fare? Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nMa ti sei svegliato ora? Devi fare tutto oggi? è tardi, sono le 10, non lo sai che io alle 10 devo faccio la pausa? Se vuoi puoi aspettarmi qui. Quando trono vediamo che cosa riusciamo a sbrigare. Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nMa bello, ti sei appena svegliato! Non vedi che è mezzogiorno. Io devo andare a pranzare. Stai tranquillo e rilassati, le puoi sbrigare domani le commissioni. Tanto che cosa hai da fare? Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\n","date":"18 giugno 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/story/naiu_valia..la_commissione_alla_posta/","section":"Storie","summary":"Gino apri gli occhi, quella mattina si svegliò un po’ turbato di ciò che era avvenuto la sera prima ma soprattutto con un brutto pensiero,\u0026hellip;","title":"Naiu valia..La commissione alla posta!","type":"story"},{"content":"","date":"18 giugno 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/optimization/","section":"Tags","summary":"","title":"optimization","type":"tags"},{"content":"","date":"18 giugno 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/poste/","section":"Tags","summary":"","title":"poste","type":"tags"},{"content":"Noi programmatori abbiamo diverse competenze e tanti pattern che utilizziamo, ma credo che la cosa che maturiamo nel tempo e ci accomuna di più è l’ottimizzazione delle risorse per risparmiare tempo. Tutti sanno che il tempo è la cosa più importante! Lo dice lo stesso modo di dire: il tempo è denaro. Il detto si basa su tempo umano. Il tempo umano deve essere utilizzato come valore aggiunto per la creatività, invenzione, innovazione costruzione e implementazione. Noi programmatori siamo fortunati, abbiamo a disposizione un\u0026rsquo;altra unità di misura del tempo, oggigiorno tendente quasi all’infinito, che possiamo e dobbiamo sfruttare al massimo e questo tempo e il tempo macchina.\nUn tempo si facevano fatigare gli schiavi poi i cavalli, i muli, i motori oggi ci siamo evoluti, culturalmente e mentalmente, Gli schiavi di quest’era sono le macchine. Per macchine intendo i nostri pc, o meglio ancora i nostri server, il cloud o i robot.\nHo deciso di scrivere questo articolo per riportare delle tecniche utili per efficientare il nostro lavoro e di conseguenza ottenere più tempo. La mia tecnica principale da utilizzare per ottenere questo risultato è:\nappuntare gli step manuali che compiamo per fare un compito\nricercare possibili soluzioni alternative\nriflettere su come possiamo automatizzare ogni singolo step\nriflettere su come possiamo automatizzare ogni singolo step\nmettere tutto assieme\nripartire dal punto 1 se il nostro tempo d’impiego non è ancora = 0 per l’attività scelta\nUn esempio # Spesso per velocizzare il nostro lavoro scriviamo degli script, questi script sono necessari altrimenti dovremmo scrivere n istruzioni di comandi. Giornalmente o mensilmente o dopo aver fatto qualcos’altro, dobbiamo eseguirli. Quindi apriamo il terminale e lanciamo lo/gli script. Per evitare di lanciare lo script a mano, che implica ricordarci, trovare lo script e lanciarlo, possiamo procedere nel seguente modo:\nse si tratta di qualcosa che va eseguito con una schedulazione fissa\npossiamo schedularlo utilizzando uno scheduler\nin linux possiamo fare un cron\noppure possiamo utilizzare atrigger per eseguire la schedulazione nel caso in cui il nostro script sia su un server a cui non abbiamo accesso alla schedulazione\nSe invece non c’è una schedulazione fissa e dobbiamo eseguirlo al bisogno\nPossiamo utilizzare una scorciatoia da tastiera. In linux ma anche su Windows e molto semplice settare una una scorciatoia. Nel mio caso usando Ubuntu basta andare sotto *impostazioni *-\u0026gt; scorciatoie da tastiera e aggiungiamo il nostro nuovo parametro che conterà il path al nostro script e la scorciatoia desiderata. Come potete vedere nella seguente immagine, io lo uso ad esempio per lanciare in debug il mio blog e successivamente per fare il deploy:\nper quanto questo possa sembrare bello e può aiutarci a renderci più efficienti, con due tasti, il gioco è fatto, si può sempre ottimizzare. Voi direte, che altro puoi fare per ottimizzare questo? e perchè? Il perchè è semplice, per poterlo eseguire ho necessariamente bisogno di avere la mia macchina a disposizione e accesa. Quindi sarebbe meglio laddove possibile utilizzare sempre un server o il cloud in modo da fare tutto da remoto in modo così da poter avere più controllo e soprattutto non dipendere da una macchina.\nOggi ci sono tanti strumenti che abbiamo a disposizione per eseguire script o creare piccole pagine web o piccole applicazioni o siti vetrina. 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Ma niente, allora una terza volta scendi pa.. lo ripetè girandosi, ma il papà non c\u0026rsquo;era! Allora cominciò ad impallidire e divenne bianco, un tutt\u0026rsquo;uno con il bianco della sua tanto amata Vespa. Sfortunatamente per Gino quel giorno era la festa del paese di Sant\u0026rsquo;Antonio e la piazza era piena colma di gente. Tutti, in piazza, si girarono a guardare la scena e cominciarono a ridere. Gino dal bianco divenne rosso, poi girò la vespa era molto preoccupato per il papà allora tornó indietro alla sua ricerca. Dal paese scese giù in velocità cercando di guardare in tutte le direzioni, era agitato e man mano che scendeva e non lo trovava si agitava sempre di più. Una volta arrivato al paese adiacente vide un vecchietto seduto a bordo strada su una sedia bianca, in silenzio che osservava. Gino si avvicinò e gli chiese se aveva visto suo papà. Lui rispose 153, 24, 7 e 1. 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Gino non se n\u0026rsquo;era accorto poichè quella mattina era sommerso di pensieri, pensava alle commissioni che lo attendevano l’indomani.\nMa alla fine, cosa voleva dire il vecchietto saggio a bordo strada? Era lì da tutta la mattina e aveva visto passare 153 macchine, 24 moto ape, 7 motorini e 1 solo stupido, si è fermato dopo essere passato più volte con e senza papà.\nTraduzioni: # Chi figghiu sciaguratu chi iaiu! Nenti vali! mancu a Vespa sapi puttari! Chi figghiu sciaguratu chi iaiu! Nenti vali! mancu a Vespa sapi puttari!\nChe figlio sciagurato che ho! non vale nulla! non sa neanche guidare la sua vespa!\ncuttigghio\nsparlare di altre persone\n","date":"17 giugno 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/story/scendi_pap%D0%B0.._uno_strano_soprannome/","section":"Storie","summary":"\u003cem\u003eScendi papà!\u003c/em\u003e disse Gino seduto sulla sua vespa una volta arrivato nella piazza centrale del paese. Non sentendolo scendere allora ripeté\u0026hellip;","title":"Scendi papà.. uno strano soprannome!","type":"story"},{"content":"","date":"17 giugno 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/soprannomi/","section":"Tags","summary":"","title":"soprannomi","type":"tags"},{"content":"","date":"17 giugno 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/vespa/","section":"Tags","summary":"","title":"vespa","type":"tags"},{"content":"","date":"6 giugno 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/banniare/","section":"Tags","summary":"","title":"banniare","type":"tags"},{"content":"Si cominciava ad intravedere qualche raggio di sole, che splendeva sui ciottoli bianchi della spiaggia. I piccoli vetrini creavano un riflesso ancora più forte, quasi abbagliante. In lontananza si intravedevano delle barchette che dondolavano in mare. Quella mattina l\u0026rsquo;acqua era molto calma, piano piano le piccole barchette si avvicinavano verso la riva e divennero pescherecci di media grandezza. Sul lungomare, una coda di lape (moto ape) in attesa. Gino sta ancora dormendo, ieri ha fatto consegne fino a tardi. Oggi u mari ie chinu i pisci! 1 si sente urlare in lontananza. La prima barchetta di un anziano pescatore attracca, un pescivendolo si avvicina e con il suo garzone comincia a scaricare cassette piene di pesce. Le trasportano sulla loro ape, di colore giallo sbiadito, ne aveva fatta di strada e ne aveva preso di sole quell’ape. Riempiono il cassone con le cassette piene di pesce fresco e ci misero sopra pezzi di ghiaccio per mantenerlo.\nChi bellu pisci, pisci friscu!! pisci spada, sciabulata, aguglia, curstadelle io iaiu! 2 sentì in lontananza Gino, stava ancora dormendo e voleva tanto continuare a dormire ma oggi era martedì e come tutti i martedì puntuale passava Francu u pisciaru. Mu fai un chilu i curstadelle!! 3 sentì Gino urlare dalla casa accanto. il pescivendolo si ferma, scende e si avvicina alla bilancia, bilancia bellissima, enorme, con due piatti e un bilanciere dorato. Mette due pesi da mezzo chilo sopra un piatto della bilancia, sull’altro, mette un foglio e ci butta sopra a pugni le costardelle fintanto che i due vassoi non siano in equilibrio. Signura c’ha regalu! sulu sta junnata 5 euru o chilo! 4 Sempre urlando, in modo che anche le massaie vicine potessero sentire. Un cestino di vimini (u panaru) cala giù con una carrucola dal balcone. Il garzone prende i soldi dal cestino e ci mette le corstadelle, ci aggiunge due limoni e un pò di prezzemolo. Fortunatamente per Gino, quella mattina nessun altro tra i suoi vicini rispose all’offerta di Francu. Allora sentì il forte rumore dell’ape che piano, piano si allontanava. Il rumore stava per terminare e finalmente Gino avrebbe potuto riprendere a dormire.\nBanane, mulinciane, pumadoru, kiwi io iaio. Culi voli l’ovaaa! 5 il sonno di Gino fu presto interrotto da Pippo u viduraru. Viniti,viniti,accattati,accattati, tutta roba frisca iè! 6 Alla fine Gino come tutti i martedì, decise di alzarsi, anche se ancora presto e ancora assonnato, spalancò la finestra, un forte sole e tanto calore illuminò la sua giornata.\nAudio Siciliani # Oggi u mari ie chinu i pisci! Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nChi bellu pisci, pisci friscu!! pisci spada, sciabulata, aguglia, curstadelle io iaiu! Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nMu fai un chilu i curstadelle!! Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nSignura c’ha regalu! sulu sta junnata 5 euru o chilo! Your browser does not support the audio element. \u0026#160;\u0026#x21a9;\u0026#xfe0e;\nBanane, mulinciane, pumadoru, kiwi io iaio. Culi voli l’ovaaa! 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Questo argomento non è chiarissimo dal primo momento in cui si utilizzano le funzioni in Cloud ed è inoltre in continuo cambiamento. Io ho deciso di implementare un mio metodo che utilizza la blasonata e più semplice autenticazione: la Basic Auth. Sicuramente non è la più sicura ma bastava al mio scopo. Unica pecca è che la funzione deve essere aggiunta e implementata in ogni funzione Cloud che andiamo a creare. In questo modo, possiamo chiamare la funzione implementata da dove vogliamo semplicemente aggiungendo come parametro della request user e password criptati nella Basic Auth.\nPer semplificare la verifica, ho creato, una funzione che inserisco all’interno di ogni Cloud Function. Questa funzione si occupa di fare il parsing dei dati della request, verificare se presente una basic auth e se presente verifica se i dati di user e password corrispondono. Di seguito il codice utilizzato:\nvar compare = require(\u0026#39;tsscmp\u0026#39;) const checkAuth = async() =\u0026gt; { // parse login and password from headers const b64auth = (req.headers.authorization || \u0026#39;\u0026#39;).split(\u0026#39; \u0026#39;)[1] || \u0026#39;\u0026#39; const strauth = new Buffer(b64auth, \u0026#39;base64\u0026#39;).toString() const splitIndex = strauth.indexOf(\u0026#39;:\u0026#39;) const splitIndex = strauth.indexOf(\u0026#39;:\u0026#39;) const login = strauth.substring(0, splitIndex) const password = strauth.substring(splitIndex + 1) //function to validate credentials using https://www.npmjs.com/package/tsscmp //Prevents timing attacks using Brad Hill\u0026#39;s Double HMAC pattern to perform secure string comparison function check (name, pass) { var valid = true // Simple method to prevent short-circut and use timing-safe compare valid = compare(name, \u0026#39;user\u0026#39;) \u0026amp;\u0026amp; valid valid = compare(pass,\u0026#39;password\u0026#39;) \u0026amp;\u0026amp; valid return valid } if (!check(login, password)) { res.statusCode = 401 res.setHeader(\u0026#39;WWW-Authenticate\u0026#39;, \u0026#39;Basic realm=\u0026#34;example\u0026#34;\u0026#39;) res.end(\u0026#39;Access denied\u0026#39;) } } Successivamente possiamo utilizzare la funzione all’interno del metodo chiamato della nostra Cloud Function nel seguente modo:\nexports.helloWorld = async (req, res) =\u0026gt; { await checkAuth(); let message = req.query.message || req.body.message || \u0026#39;Hello World!\u0026#39;; res.status(200).send(message); }; Ed il gioco è fatto, le nostre funzioni adesso sono al sicuro. Mica tanto! ma è un inizio. Tanto alla fine se dovessero superare la nostra autenticazione, non sarebbe un grosso problema. In questa funzione restituiamo solo Hello World!\nCome facciamo invece a richiamare la nostra funzione con Flutter? Dobbiamo semplicemente creare la Basic Auth con user e password e aggiungerla alla request come segue:\nvar basicAuth = \u0026#39;Basic \u0026#39;+base64Encode(utf8.encode(user:password\u0026#39;)); http.Response response = await http.get(apiUrl, headers: \u0026lt;String, String\u0026gt;{\u0026#39;authorization\u0026#39;: basicAuth}); print(response.statusCode); //200 print(response.body ); //Hello world! Questo metodo non è uno dei migliori però è molto rapido implementarlo e inoltre ci dà un vantaggio perché può essere utilizzato allo stesso modo per tutti i provider cloud.\nInfine, possiamo richiamarlo dappertutto utilizzando qualsiasi linguaggio, e non costringe a doversi portare dietro chiavi json che potrebbero essere esposte.\nL\u0026rsquo;unico problema che ho avuto è stato quello di avere nel codice scolpiti user e password che non trovavo gradevoli. Ho risolto questo problema mettendo questi parametri all\u0026rsquo;interno delle configurazioni di firebase. Se siete interessati potete leggere questo articolo Flutter 2 plugin indispensabili dalle grandi potenzialità\n","date":"5 giugno 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/metti_al_sicuro_la_tua_funzione_cloud_con_basic_auth/","section":"Coding","summary":"Ci sono tanti modi per poter mettere al sicuro le funzioni. 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L’ho usata anche per memorizzare la lista dei token e dati d’acquisto dell’utente.\nIn generale questa struttura può essere utilizzata laddove serve lavorare con una lista di stringhe. Nell’articolo precedente, ho già mostrato come fare a memorizzare una lista di stringhe in local cache. Questa classe però rende l’utilizzo ancora più semplici e aggiunge dei metodi che ci permettono di lavorare in maniera più rapida.\nCome prima cosa, ho creato il metodo per salvare una lista il local cache nel seguente modo:\nclass CashedUserData { static Future\u0026lt;void\u0026gt; _writes = Future.value(); //add list by key reference in local cache static Future\u0026lt;void\u0026gt; addlist(String kPrefKey, List\u0026lt;String\u0026gt; stringList) async{ _writes = _writes.then((void _) =\u0026gt; _doAddList(kPrefKey,stringList)); return _writes; } } static Future\u0026lt;void\u0026gt; _doAddList(String kPrefKey, List\u0026lt;String\u0026gt; list) async { List\u0026lt;String\u0026gt; cached = await load(kPrefKey); cached.addAll(list); await (await SharedPreferences.getInstance()).setStringList(kPrefKey, cached); } Successivamente ho creato un altro metodo per recuperare la lista, inoltre ho messo qui i controlli del caso se empty o null:\nstatic Future\u0026lt;List\u0026lt;String\u0026gt;\u0026gt; load(String kPrefKey) async { return (await SharedPreferences.getInstance()).getStringList(kPrefKey) ?? []; } Man mano che la usavo ho avuto la necessità di dover aggiungere altri metodi. Metodi per:\nCancellare la lista.\nInserire una stringa per volta.\nFare l\u0026rsquo;override della lista.\nVerificare se un elemento esiste.\nPrendere il primo elemento della lista.\nSalvare un elemento in top alla lista.\nIn questo modo la classe alla fine è diventata così:\nclass CashedUserData { static Future\u0026lt;void\u0026gt; _writes = Future.value(); static Future\u0026lt;void\u0026gt; overrideListData(String kPrefKey, List\u0026lt;String\u0026gt; stringList) async{ _writes = _writes.then((void _) =\u0026gt; _doOverrideListData(kPrefKey,stringList)); return _writes; } static Future\u0026lt;void\u0026gt; addlist(String kPrefKey, List\u0026lt;String\u0026gt; stringList) async{ _writes = _writes.then((void _) =\u0026gt; _doAddList(kPrefKey,stringList)); return _writes; } static Future\u0026lt;void\u0026gt; save(String kPrefKey, String id) async{ if(await CashedUserData.exist(kPrefKey, id)) return; _writes = _writes.then((void _) =\u0026gt; _doSave(kPrefKey,id)); return _writes; } static Future\u0026lt;void\u0026gt; saveAsFirst(String kPrefKey, String id) async{ List\u0026lt;String\u0026gt; actuaList = await load(kPrefKey); if(actuaList!=null \u0026amp;\u0026amp; actuaList.length == 0 ) return save(kPrefKey,id); if(actuaList.contains(id)) actuaList.remove(id); if(actuaList.length\u0026gt;1) actuaList.removeAt(0); List\u0026lt;String\u0026gt; newlist = new List(); newlist.add(id); newlist.addAll(actuaList); _writes = _writes.then((void _) =\u0026gt; _doOverrideListData(kPrefKey,newlist)); return _writes; } static Future\u0026lt;void\u0026gt; delete(String kPrefKey, String id) { _writes = _writes.then((void _) =\u0026gt; _doDelete(kPrefKey,id)); return _writes; } static Future\u0026lt;String\u0026gt; getFirst(String kPrefKey) async { List\u0026lt;String\u0026gt; dataList = (await SharedPreferences.getInstance()).getStringList(kPrefKey); return (dataList!=null \u0026amp;\u0026amp; dataList.length\u0026gt;0) ? dataList[0] : \u0026#34;\u0026#34;; } static Future\u0026lt;List\u0026lt;String\u0026gt;\u0026gt; load(String kPrefKey) async { return (await SharedPreferences.getInstance()).getStringList(kPrefKey) ?? []; } static Future\u0026lt;bool\u0026gt; exist(String kPrefKey, String id) async { List\u0026lt;String\u0026gt; userDataList = (await SharedPreferences.getInstance()).getStringList(kPrefKey) ?? []; return (userDataList!=null \u0026amp;\u0026amp; userDataList.length \u0026gt; 0) ? userDataList.contains(id) : false; } static Future\u0026lt;void\u0026gt; _doSave(String kPrefKey, String id) async { List\u0026lt;String\u0026gt; cached = await load(kPrefKey); cached.add(id); await (await SharedPreferences.getInstance()).setStringList(kPrefKey, cached); } static Future\u0026lt;void\u0026gt; _doDelete(String kPrefKey, String id) async { List\u0026lt;String\u0026gt; cached = await load(kPrefKey); cached.remove(id); await (await SharedPreferences.getInstance()).setStringList(kPrefKey, cached); } static Future\u0026lt;void\u0026gt; _doAddList(String kPrefKey, List\u0026lt;String\u0026gt; list) async { List\u0026lt;String\u0026gt; cached = await load(kPrefKey); cached.addAll(list); await (await SharedPreferences.getInstance()).setStringList(kPrefKey, cached); } static Future\u0026lt;void\u0026gt; _doOverrideListData(String kPrefKey, List\u0026lt;String\u0026gt; list) async { await (await SharedPreferences.getInstance()).setStringList(kPrefKey, list); } static update(String kPrefKey, String currentItem, String kindlemail) async{ List\u0026lt;String\u0026gt; actuaList = await load(kPrefKey); if(actuaList!=null \u0026amp;\u0026amp; actuaList.length \u0026gt; 0 ) { try{actuaList[actuaList.indexOf(currentItem)] = kindlemail;} catch (e) {} } await overrideListData(kPrefKey, actuaList); } } Facendo così ho semplificato molto e reso più semplice i punti di chiamata. Inoltre se dovesse cambiare il plugin shared preference utilizzato, c’è un unico posto dove dover intervenire.\n","date":"1 giugno 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/flutter_classe_utilie_per_shared_preferences/","section":"Coding","summary":"In generale questa struttura può essere utilizzata laddove serve lavorare con una lista di stringhe. Nell’articolo precedente, ho già\u0026hellip;","title":"Flutter classe utilie per shared preferences","type":"Coding"},{"content":"","date":"28 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/delivery/","section":"Tags","summary":"","title":"delivery","type":"tags"},{"content":"","date":"28 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/relax/","section":"Tags","summary":"","title":"relax","type":"tags"},{"content":" Un uomo felice # Era buio e silenzioso. Un lieve odore di pesce si percepiva all\u0026rsquo;olfatto. Un fruscio in lontananza come quando il mare batte sulla battigia. Quella sera era proprio una bella serata. Gino, come tutte le sere si trovava lì, pronto sulla sua vespa bianca, con un sorriso smagliante in faccia e fiero di sé. Il vento solleva e smuove i suoi boccoli ricci. Ad un certo punto un uomo si avvicina, gli consegna un pacchetto e gli dice Piazzale Dante 26. Lui risponde, sì signore! Mette il pacchetto nel baule, mette in moto la sua vespa con un colpo secco alla pedalina. Uno scoppio e un forte scarico di benzina proviene fuori dal tubo di scappamento. Gino, respira intensamente, ama quel forte odore di benzina misto bruciato con sottofondo di mare, lo fa sentire vivo. Imbocca Via Ventiquattro Maggio, e va giù veloce sfrecciando in mezzo alle poche macchine che incontra. Mentra percorre il suo tragitto, pensa ai suoi bambini Pino e Matilde, che in questo momento stanno per essere messi a letto. Allora lui si piega sulla vespa con movimento soave, come se stesse cullando i suoi bambini. Arrivato alla piazza, si ferma, prende il pacchetto e si dirige verso il numero 26. Una bella casa familiare. Drin Drin! Una donna risponde al citofono dicendogli di accomodarsi. Allora Gino entra consegnandogli il pacchetto. La donna gli chiede: Vuoi qualcosa? Ti faccio un caffè? Gino risponde, Grazie signora ma non bevo mai caffè la sera! Allora prendi un biscotto, li ho appena fatti! la donna ribadisce. Gino prende un biscotto, si salutano e ritorna alla sua vespa. Mentre torna, finisce l’ultimo pezzetto del biscotto e pensa\u0026hellip;mamma mia quanto sono buoni sti biscotti e sorride.\nUna donna impegnata # Nello stesso istante, da qualche altra parte, un pò più lontano ma non troppo, Alessia, donna con i capelli tutti rasati, un bel tatuaggio che viene fuori dalla sua magliettina bianca, è lì ferma ad aspettare qualcosa. Non si sente alcun odore, è tutto coperto dallo smog della grande città. Mentre aspetta, guarda il suo smartphone, risponde ad un messaggio, quando ad un tratto sente chiamare il numero 16. Salta su e si gira di colpo, fa qualche passo e si dirige verso l\u0026rsquo;ingresso del ristorante. Entra e dice Eccomi! Gli viene consegnato un pacco. Lo prende e si dirige verso la sua nuova bici elettrica. Salta su, attacca lo smartphone al manubrio e avvia la navigazione che gli mostra dove andare per effettuare la consegna del pacchetto. Allora sfreccia in mezzo al traffico, traffico intenso a quell’ora. Si trova in mezzo a macchine e motorini che la superano e le fanno il pelo di continuo. Durante il tragitto non pensa a niente, non vede l’ora di fare le ultime consegna, la serata finisce e finalmente può tornare a casa. Sta attenta a dove vai! l’urlo di un tassista. Alessia risponde con nervosismo Imbecille, un pò di rispetto per i ciclisti! Finalmente arriva al punto di consegna, legge il nome sullo smartphone, suona al citofono. Qualcuno risponde dicendo interno 6 scala 2, terzo piano. Allora attacca la sua bici nuova ad un palo, percorre il tragitto come se fosse un labirinto. Arrivata, vede un uomo molto silenzioso, è lì ad attenderla. Alessia consegna il pacco e lo saluta. L’uomo ricambia il saluto e richiude subito la porta. Alessia uscendo pensa che uomo triste\u0026hellip;\nUn drone insensibile # Nello stesso istante di tempo, da qualche altra parte, molto più lontano, un drone è lì, fermo, il vento non lo scalfisce, non si muove, anche lui aspetta. Si sente un odore metallico nell’aria. Quando ad un tratto un pacchetto rotola giù da un nastro trasportatore e si aggancia al drone. Subito dopo, si sente Bip Bip seguito da Sfruet Sfruet. Le eliche cominciano a girare con una sincronia perfetta, si sente un lieve ronzio. Il drone comincia a sollevarsi da terra con il pacchetto sotto attaccato. Vola veloce e in alto osserva la città, e pensa\u0026hellip; ah no! non può pensare! Si dirige verso qualcosa, non sa bene cosa, per lui la posizione x. Una volta arrivato, scende piano piano fino ad atterrare. Una serie di controlli e un messaggio parte dalla sua profondità dell’anima. Rimane in attesa. Ad un certo punto una bambina dai boccoli d’oro, si avvicina, lo accarezza\u0026hellip;Non esattamente appoggia la mano affinché il dorne la riconosca. Il drone la saluta cordialmente Buonasera Marta e le consegna il pacchetto. La bambina prende il suo pacchetto e corre via senza salutarlo. Povero drone, un po triste\u0026hellip;ah no! vero! non può essere triste! Riavvia le sue eliche e torna alla base. Nello stesso istante di tempo, da qualche altra parte, molto più lontano, un drone è lì, fermo, il vento non lo scalfisce, non si muove, anche lui aspetta. Si sente un odore metallico nell’aria. Quando ad un tratto un pacchetto rotola giù da un nastro trasportatore e si aggancia al drone. Subito dopo, si sente Bip Bip seguito da Sfruet Sfruet. Le eliche cominciano a girare con una sincronia perfetta, si sente un lieve ronzio. Il drone comincia a sollevarsi da terra con il pacchetto sotto attaccato. Vola veloce e in alto osserva la città, e pensa\u0026hellip; ah no! non può pensare! Si dirige verso qualcosa, non sa bene cosa, per lui la posizione x. Una volta arrivato, scende piano piano fino ad atterrare. Una serie di controlli e un messaggio parte dalla sua profondità dell’anima. Rimane in attesa. Ad un certo punto una bambina dai boccoli d’oro, si avvicina, lo accarezza\u0026hellip;Non esattamente appoggia la mano affinché il dorne la riconosca. Il drone la saluta cordialmente Buonasera Marta e le consegna il pacchetto. La bambina prende il suo pacchetto e corre via senza salutarlo. Povero drone, un po triste\u0026hellip;ah no! vero! non può essere triste! 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Ci sono tante modalità e tanti strumenti che ci permettono di monetizzare, voglio riportare qui la mia esperienza, i miei errori e i suggerimenti su come utilizzare al meglio questi strumenti.\nQuando ho cominciato, non avevo per niente le idee chiare. Il mio obiettivo principale non era quello di guadagnarci ma di mettere in piedi un servizio auto-sostenibile, che non avesse costi o comunque fossero molto vicini allo zero, in modo da poter permettermi di vendere il servizio ad un prezzo molto basso.\nPrimo step # La prima cosa in assoluto da fare è individuare il nostro pubblico potenziale, per farlo vi consiglio di utilizzare Google adWords oppure facebook Ads. Questi strumenti sono ottimi per capire quale potrebbe essere il nostro pubblico potenziale. Per farlo dobbiamo inserire le parole chiavi riguardo le \u0026ldquo;specialità\u0026rdquo; della nostra App, selezionare il range di età e i paesi coinvolti. Il risultato che otteniamo da questa analisi è il numero dei potenziali utilizzatori totali e il paese con più percentuale di utilizzo. Quest’analisi potrebbe aiutarci ad individuare i nostri concorrenti, se esistono, e capire il loro pubblico e cosa ci distingue.\nStrumenti di guadagno # Stabiliamo la modalità di monetizzazione. Ce ne sono davvero di svariate e dipende anche molto dal nostro tipo di business, però le principali più utilizzate e più adattabili nel mondo delle app credo possano essere le seguenti:\nPubblicità\nProdotti e Abbonamenti in app\nVendita e analisi dati\nPubblicità: # Sebbene Google, uno dei più grandi colossi web al mondo, guadagni solo o quasi con la pubblicità, quest’ultima non è secondo me un ottimo strumento da utilizzare in tutti i contesti in quanto presenta i seguenti problemi:\nnon è adeguata nei momenti iniziali\nIl guadagno è molto basso a meno che non si posseggano davvero tanti utenti\nIl prodotto deve attrarre e coinvolgere l’utente per un tempo medio lungo\nRischia di essere troppo fastidiosa e potrebbe rovinare l’esperienza utente\nLa pubblicità più semplice da implementare con Flutter guarda caso è la stessa di google, quindi Google AdMob.\nVendita di prodotti: # se decidi di mettere in vendita la tua app, hai a disposizione attraverso la Google play console diverse possibilità di vendita tra cui:\nPrezzo download App\nCi permette di stabilire un prezzo per il download dell’app. Questa è la cosa più semplice da implementare, in quanto basta impostare il prezzo dell’app all’interno della console. Una volta fatto, abbiamo terminato! a meno che non si voglia mettere un ulteriore controllo all’interno dell’app, per evitare che vengano create delle copie pirate della nostra app e non la compri più nessuno. Secondo me questa modalità di vendita è ormai superata, la gente non si fida a comprare al buio, sebbene può sempre richiedere il rimborso ;credo comunque che imporre un prezzo sin dall\u0026rsquo;inizio sia un ostacolo. Sicuramente per alcune app ha senso, spesso viene utilizzato per la versione pro dell\u0026rsquo;app.\nProdotti in App\nquesta tipologia di prodotto dà accesso all’applicazione in versione gratuita e mette a disposizione alcuni prodotti all’interno dell’app stessa. In questo caso però oltre a definire i vari prodotti, scegliere e impostare i vari prezzi, dobbiamo anche sviluppare un pezzo nella nostra app per recuperare i prodotti da google play store per poter mostrare i prodotti. Anche se sono a disposizione librerie e plugin, prevede comunque un nostro sviluppo per poterlo utilizzare.\nAbbonamenti in App\nGli abbonamenti sono molto simili ai prodotti con la differenza sostanziale che hanno una scadenza quindi hanno una validità temporale.\nDifferenze tra Prodotti e Abbonamenti # Il prodotto in App può essere utilizzato solo una volta, consumato subito, oppure potrebbe essere utilizzato per sempre, dipende dal valore che noi decidiamo di attribuirgli nella nostra app. Una volta comprato sblocca qualcosa. L’abbonamento invece ha una scadenza specifica, quindi comprende lo stesso comportamento del prodotto base ma ha una durata che può essere settimanale, mensile, trimestrale e annuale.\nQuanto davvero si guadagna dalla vendita su google play store? # Questa è una cosa che all’inizio non è nota a tutti. Come nella vita normale, quando ci sono di mezzo i soldi, tutti ci devono guadagnare. Per tutti in questo caso intendo Google e lo stato. Google mette a disposizione:\nuna vetrina\nuno store\ngestione rimborsi\ngestione prezzi\nnormalizzazione valute\ntasse in tutti i Paesi del mondo.\ne tante altre cose\nSebbene questo servizio sia per il 95% automatico, s’ha da pagare. Ma la cosa interessante e curiosa è che la percentuale che prende Google è di circa il 30% del prezzo della nostra App. la percentuale invece dovuta allo stato dipende dal Paese di riferimento dell’acquisto. Esempio: se vendiamo un’App dal costo di 2 euro, il nostro guadagno netto effettivo sarà di 1 euro circa. Invece. nel caso di Abbonamento, la percentuale spettante a Google, guarda caso cambia e scende al 15%. Ma perchè Google ci invoglia a vendere abbonamenti? Non ci vuole tanto ad arrivarci, il prodotto una volta venduto ha terminato il suo guadagno. L’abbonamento invece è per sempre.\nStabiliamo il prezzo # Non è semplice stabilire il prezzo giusto. E’ molto importante sceglierlo adeguatamente. Io ho fatto tanti errori in fase di scelta e credo che sia ancora sbagliato. Però l’errore principale che ho commesso, e credo commettano in molti, è il fatto che sottovalutiamo il prodotto che abbiamo sviluppato. Lavorandoci da tanto e conoscendolo bene, tendiamo a sottovalutare. Dalla mia esperienza ho capito che il modo giusto per definirlo è moltiplicare per 3 o per 4 il prezzo che io stesso sarei disposto a pagare. Google play console permette di inserire diversi prezzi per ogni paese, sebbene alcuni paesi siano più ricchi e più disposti a pagare per un’App, io ho deciso di mettere per tutti lo stesso prezzo, nel mio caso credo sia giusto. Anche perché si tratta di un prezzo molto basso. Inoltre l’app send to kindle è destinata ai possessori di un kindle che quindi, avendo comprato un kindle, credo possano essere disposti a pagare qualche euro per una comoda funzionalità.\nDefiniamo la strategia # Questo è il punto più complicato e dipende molto dal tipo di app o servizio che abbiamo implementato. Io per definirla in send to kindle, ho fatto questo ragionamento: Posso guadagnare solo con la pubblicità? Sebbene il mio pubblico stia crescendo e può diventare molto ampio, per adesso la risposta è no e credo lo sarà per molto. Perchè? Ho deciso di rendere l’app maledettamente veloce e quindi l’interazione utente è troppo breve. L’utente entra, invia il contenuto al kindle e ha finito. Non ha altro da fare nella mia app.\nQuindi le scelte che avrei potuto seguire erano le seguenti:\nlavorare per proporre qualcos’altro legato al contesto\nutilizzare uno strumento diverso rispetto alla pubblicità\nAlla fine ho deciso di non usare la pubblicità come guadagno principale. Ma allora, perchè l’ho usata lo stesso? Ho usato la pubblicità come elemento di fastidio e noia. Sì, avete capito bene noia, ho creato un sistema in modo che ad ogni tre invii si è costretti a guardare un video, per poter proseguire. La gente può continuare a guardare video, ma prima o poi si annoierà così tanto di guardare video pubblicitari che deciderà di valutare la rimozione della pubblicità.\nOltre alla conversione degli articoli, send to kindle converte anche pdf e diversi formati di ebook. Di recente ho deciso anche di introdurre un abbonamento per questo che consente di effettuare un numero infinito di conversioni per un anno. Ho deciso di mettere un abbonamento perché la conversione utilizza un container in cloud ed ho dei costi per il servizio cloud da pagare ogni mese. In questo modo se i miei utenti dovessero sottoscrivere l’abbonamento, riceverò qualcosa ogni anno che spero possa essere utile ai fini di pagare il servizio in cloud e guadagnarci anche qualcosa. Finchè troverete l’app nello store vuol dire che sta funzionando ;)\nConsiderazioni # Oggigiorno quasi tutti cercano di proporre un servizio e contestualmente un abbonamento. Questo perchè a lungo andare è il più profittevole. Secondo me ogni app e ogni sistema necessita delle giuste considerazioni e scelte. Credo che tutti oggi possano comprendere e sono più propensi ad acquistare un oggetto fatto e finito anziché sottoscrivere un abbonamento. L’abbonamento non è visto molto bene da tutti, inoltre va motivato bene e bisogna ragionare bene su come venderlo e far comprendere tutti i vantaggi che si ottengono. Comunque non vi fasciate troppo la testa, il prezzo non è per sempre. Google play console, permette di cambiare il prezzo in ogni momento. Se uno lavora bene e fa crescere il suo servizio/app, il valore di quest’ultima cresce quindi è giusto aumentare il prezzo e aggiungere nuove funzionalità che aprono le porte a nuovi guadagni.\n","date":"26 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/strategie/come_monetizzare_con_la_tua_app/","section":"Strategie","summary":"Quando abbiamo un\u0026rsquo;idea per un\u0026rsquo;App, ci sono tante domande che dobbiamo porci:  * E’ già presente sul mercato?  * Potrebbe funzionare?  *\u0026hellip;","title":"Come monetizzare con la tua app","type":"strategie"},{"content":"","date":"26 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/gain-money/","section":"Tags","summary":"","title":"gain money","type":"tags"},{"content":"","date":"26 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/in-app-purchase/","section":"Tags","summary":"","title":"In App Purchase","type":"tags"},{"content":"","date":"26 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/strategie/","section":"Strategie","summary":"","title":"Strategie","type":"strategie"},{"content":"","date":"22 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/kindle/","section":"Tags","summary":"","title":"kindle","type":"tags"},{"content":"","date":"22 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/kindle/","section":"Kindle","summary":"","title":"Kindle","type":"Kindle"},{"content":"Oggi voglio raccontarvi una storia, la storia di una mia creazione e del progetto che ad oggi mi ha portato più successo e soddisfazioni.\nPartiamo dagli albori # Io sono nato e soprattutto cresciuto nell\u0026rsquo;era digitale e sono sempre stato a contatto con la tecnologia, purtroppo non ho mai avuto un ottimo rapporto invece con i libri, credo e spero di poter recuperare in futuro. Questo mio mal rapporto con i libri però, in un certo senso, mi ha portato al successo di cui sto per raccontarvi. E’ strano in effetti ma è proprio così. Tanto tempo fa, essendo frustrato dal fatto che non leggevo abbastanza, ho deciso di comprare un Kindle pensando che mi avrebbe dato nuove opportunità di lettura.\nIl Kindle in effetti mi ha dato diverse soddisfazioni, ho letto diversi libri ma il mio utilizzo principale è sempre stato quello di leggere articoli online recuperati dal web. Articoli di programmazione, tecnologia, scienza e matematica. Sì, come avete già potuto capire, non sono un letterato e men che meno un filosofo, scrivo perchè mi piace ma non credo di saperlo fare bene non avendo studiato materie adeguate.\nVabbè… mi sà che sono troppo prolisso adesso. Veniamo al dunque\u0026hellip; ! perchè vi ho raccontato questa storia? Perché il Kindle è stato il punto cardine del mio successo? Avendone apprezzato tanto le sue capacità, ho deciso di consigliarlo a molti miei amici e parenti. L’ho consigliato anche a un mio caro collega di lavoro con il quale ci siamo spesso dati suggerimenti a vicenda su come ottenere il massimo dal kindle. L’app che più utilizzavamo era un’ app per smartphone che permetteva di inviare articoli al kindle. Un giorno quest’ app smette di funzionare e sparisce dallo store in maniera misteriosa e ahimè! non se ne sa più nulla. Nello store erano presenti altre app per fare questa azione, ma non funzionavano benissimo o alcune di queste erano a pagamento. Io e il mio collega eravamo un po’ frustrati da questa cosa.\nIl mio collega # Il mio collega # Un giorno il mio collega mi dice: ma perchè non la fai tu l’app per inviare contenuti al kindle? Io ci ho pensato un attimo, non sapevo bene da dove cominciare, ma poi mi son detto: lo sai che c’è? sono programmatore, ho le basi posso farcela! E’ così è nato Send To Kindle. Oggi devo molto al mio caro collega e alla sua richiesta.\nQuando ho rilasciato la prima versione dell’app, era molto spartana, l’ho implementata per me, i miei amici/parenti e soprattutto per il mio collega, non credevo e non potevo mai immaginare che ad oggi, dopo un anno dalla sua creazione, ho raggiunto più di 70.000 installazioni in tutto il mondo e questo numero cresce giornalmente.\nCosa Abbiamo imparato? # Quest’app mi ha fatto crescere in poco tempo e mi ha fatto capire tante cose che voglio riassumere e condividere con voi:\nSe non ci provi non ci riesci A volte ci pensiamo troppo, oppure attendiamo la perfezione per poter rilasciare qualcosa. Invece, in molti casi è meglio buttarla lì e poi se funziona siamo sempre in tempo per aggiornarla ed aggiungere nuove feature.\nPiù fai e più possibilità hai di riuscita\nSe ci riesci devi correre come un matto\nAnche se hai pensato e preparato tutto ai minimi dettagli, una volta che la tua app o il tuo sito iniziano ad ingranare e si popolano di utenti, cominciano i problemi! Ed è li che devi fare il possibile in modo da perdere meno utenti possibili.\nImpossibile accontentare tutti Ogni utente ha le sue necessità e non è possibile fare un prodotto generico che accontenti tutti.\nNon seguire troppo e valuta bene le richieste degli utenti L’ho provato sulla mia pelle, gli utenti potrebbero non accontentarsi mai! Un esempio: Send To Kindle nel primo periodo inviava solo articoli. Tutte le recensioni negative dicevano che non inviava documenti/file. Allora ho implementato l’invio dei documenti che mi è costato tempo e denaro. Adesso secondo voi cosa dicono gli utenti? Alcuni sono soddisfatti ma molti altri mettono sempre una stella e dicono: non invia file superiori a 25 mb. Secondo voi, se mai aumentassi questo limite cosa diranno?\nEsegui tanti rilasci frequenti\nAnche se un giorno tutto va bene pensa sempre che il giorno dopo andrà tutto di ma*\nPresta attenziona alle risposte date ai clienti\nAggiornati sempre sulle mosse dei tuoi concorrenti\nContinua ad aggiornare ed innovare\nConsiderazioni finali # Sono conscio del fatto che Send To Kindle non sia un’invenzione fuori dal normale o un’ innovazione. In effetti, non ho inventato qualcosa di completamente nuovo; ho reso migliore, più efficiente e integrato qualcosa che c’era già con tecnologie nuove. Credo che il mio punto di forza sia il fatto di aver reso fruibile il servizio da mobile. A volte basta poco per ottenere successo, basta essere meglio dei propri concorrenti. Sicuramente però per farlo sono necessari tanti sforzi e tanto lavoro. Se siete arrivati a leggere fino a qui complimenti!!! Se non l’avete ancora fatto scaricate Send To Kindle, e inviate questo articolo o altri articoli al kindle! Assaporate una lettura più rilassante!.\n","date":"22 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/kindle/send_to_kindle_mobile_la_storia/","section":"Kindle","summary":"Oggi voglio raccontarvi una storia, la storia di una mia creazione e del progetto che ad oggi mi ha portato più successo e soddisfazioni.  \u0026hellip;","title":"Send To Kindle Mobile la storia","type":"Kindle"},{"content":"","date":"19 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/chatbot/","section":"Tags","summary":"","title":"ChatBot","type":"tags"},{"content":"","date":"19 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/dialogflow/","section":"Tags","summary":"","title":"DialogFlow","type":"tags"},{"content":"In questi giorni ho voluto sperimentare e approfondire le conoscenze in ambito di chatbot, ho fatto questa scelta perchè, in questo momento, questa tecnologia è molto utilizzata e molto in crescita.\nUn pò di teoria # I chatbot esistono da tempo, davvero da tanto tempo, risalgono ai primi anni 60/70 con ELIZA e PARRY. Questi due progetti sono nati con lo scopo di creare una conversazione simulata con una macchina. In molti casi, questi due chatbot sono riusciti ad ingannare le persono coinvolte, utilizzando però risposte molto vaghe.\nTuttavia, questi due progetti, nonostante fossero classificati come chatbot, risultavano essere molto stupidi, difatto non hanno la stessa concezione del chatbot odierno. Il software che c’era dietro ai vecchi chatbot era molto semplice, possiamo vederlo come una mappatura uno a uno ( domanda -\u0026gt; risposta). Non era presente alcuna interpretazione della domanda. La maggior parte dei Chatbot moderni invece utilizzano il linguaggio naturale che possiamo immaginare con la composizione di tre elementi principali:\nanalisi lessicale (scomposizione frase in token)\nanalisi grammaticale (associazione parti del discorso)\nanalisi grammaticale (associazione parti del discorso)\nanalisi sintattica (arrangiamento token in una struttura ad albero)\nanalisi semantica (assegnazione di un significato)\nCosì descritto sembra semplice e noi umani siamo in grado di farlo senza sapere che esistono tutti questi step. Insegnare ad una macchina l’elaborazione degli step sopra elencati è davvero difficile. In particolar modo l’ultimo punto dell’analisi semantica.\nOggigiorno I Chatbot più comuni che utilizziamo senza quasi rendercene conto sono Ok Google, Alexa, Siri, Cortona e ogni giorno ne sono presenti sempre di più e di nuovi. Gli ambiti in crescita dove vengono maggiormente utilizzati sono banche, servizio clienti e e-commerce.\nMa perchè i chatbot si chiamano con nomi propri di persona? # Non ho trovato questa risposta online però credo che la risposta possa essere semplice! Dovendo interagire con qualcosa dalle sembianze umane, quale potrebbe essere il miglior modo per interagire se non quello di attribuire un nome con cui possiamo chiamarlo? Quasi tutte le interazioni con altre persone iniziano con il nome proprio della persona, serve per richiedere la sua attenzione.\nCosa c’è dietro al cofano? # Ma cosa c’è dietro questi Chatbot? Nel caso di Ok Google, il servizio nelle retroscene è proprio DialogFlow, Questo servizio messo a disposizione di tutti, permette a tutti in modo agile di creare un un vero e proprio chatbot in pochi step e senza alcuna conoscenza di programmazione. Il concetto è molto facile, si basa sulla creazione di Intenti e risposte.\nVi spiegherò in questo articolo come utilizzare DialogFlow e come implementarlo usando Flutter. Perchè Flutter? Perchè credo sia molto in crescita al momento. Il progetto sta crescendo così tanto da essere compatibile con tante piattaforme. In particolar modo funziona in maniera nativa su Android e IOS e funziona davvero alla grande. Secondo i test fatti, ha delle prestazioni quasi pari ai linguaggi nativi (Java/Swift/c++). Nonostante sia ancora in Beta, la funzione in modalità web va alla grande e funziona anche per ambienti desktop (linux e Windows). Ma cosa manca? ah già! Tv e Smartwatch! credo però che arriverà a breve anche li il supporto, se ne comincia a parlare online!\nMi fai vedere il codice? # Non voglio entrare nel dettaglio della configurazione del progetto di dialog flow in quanto ci sono davvero tanti tutorial ben fatti. Do per scontato che abbiate installato Flutter. Se non l\u0026rsquo;avete ancora fatto, potete partire da questa guida. Dopo aver installato Flutter, visto che la sua concezione è Mobile, se volete compilare anche per web dobbiamo eseguire i seguenti comandi:\n//abilito la verisone web di flutter flutter channel master flutter upgrade flutter config --enable-web //creo e faccio il run di un nuovo progetto cd into project directory flutter create . flutter run -d chrome Una volta abilitata la versione web di flutter e creato il progetto, possiamo procedere con la modifica del file pubspec.yaml. Questo file contiene le configurazioni e dipendenze ai plugin che utilizziamo nel nostro progetto. Dobbiamo quindi aggiungere le dipendenze a DialogFlow, la versione compatibile sia per web che per mobile è la seguente:\nflutter_dialogflow: ^0.1.3 assets: - assets/yourapifile.json Dobbiamo anche aggiungere negli asset il file json scaricato da google cloud relativo al service account che ha accesso al progetto di DialogFlow. l’implementazione di dialog Flow richiede davvero poco, giusto qualche riga di codice per l\u0026rsquo;inizializzazione:\ndialogFlow.AuthGoogle authGoogle = await dialogFlow.AuthGoogle(fileJson:\u0026#34;assets/yourapifile.json\u0026#34;).build(); dialogflow = dialogFlow.Dialogflow(authGoogle: authGoogle); Infine, chiediamo a DialogFlow l’elaborazione dell’intent in modo da ricevere una risposta, con la seguente riga di codice:\ndialogFlow.AIResponse response = await dialogflow.detectIntent(query); print(response.getMessage()); Potete trovare l’intera implementazione funzionante al seguente link Github. Per poterlo utilizzare, dovrete solo aggiungere la vostra chiave Json del vostro account di servizio, che dovrete creare su google cloud e associare a DialogFlow.\nschermata del risultato finale:\n","date":"19 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/quando_flutter_incontra_dialogflow_nasce_un_chatbot_multi_piattaforma/","section":"Coding","summary":"In questi giorni ho voluto sperimentare e approfondire le conoscenze in ambito di chatbot, ho fatto questa scelta perchè, in questo\u0026hellip;","title":"Quando Flutter incontra DialogFlow nasce un ChatBot multi piattaforma","type":"Coding"},{"content":" Prerequisiti # Questo articolo richiede una discreta conoscenza dei seguenti argomenti che potete approfondire ai seguenti link:\nFirebase Remote Config\nFlutter Shared Preferences\nCome mai vi parlo di questi due plugin che sembrerebbero non avere niente a che fare l’uno con l’altro? Con questa guida, vi illustrerò come trarre beneficio da questi due plugin e come risparmiare usando i servizi gratuiti offerti da Firebase! :)\nNell’app Italiano con Eli, creata per il canale Italiano con Eli, ho creato un progetto su Firebase, in modo da poter utilizzare il remote config e altre potenzialità che Firebase mette a disposizione. L’app si occupa di mostrare una lista video da canale youtube, se interessati potete scaricare il codice sorgente su github, potete utilizzarlo con qualsiasi canale youtube. Per rendere l’app Italiano con Eli più originale ho pensato di aggiungere ai video delle domande sugli argomenti trattati nei video. Avevo quindi bisogno di un posto dove salvare i dati delle domande. Con Firebase, la cosa più logica e anche più diretta sarebbe quella di usare Realtime Database oppure Firestore.\nIo ho pensato di utilizzare remote config! Sì, avete capito bene! Remote config! Il primo pensiero che vi sta saltando in mente in questo momento sarà \u0026ldquo;questo è pazzo!\u0026rdquo; e il secondo “ma perchè?” condivido pienamente con voi il vostro primo pensiero… c’è un pò di pazzia nella scelta adottata. Per quanto riguarda il perché invece, posso rispondere come segue:\nnon avevo molto tempo a disposizione\nremote config è gratis e non ha limitazione di utilizzo\nsi può dare accesso al servizio a una persona esterna\nle altre scelte mi avrebbero portato a dover costruire anche un’interfaccia back end per il censimento delle domande\nConoscevo già remote config e sarei stato più rapido nell’implementazione\nMa come funziona un servizio non nato per questo lavoro? Funziona benissimo, devo dire che mi ha sorpreso la reattività che dimostra l’app e il sistema che ho messo in piedi. Per farlo funzionare così bene però ho dovuto mettere assieme i due plugin nel modo che vi spiego di seguito. All\u0026rsquo;interno della console di remote config vado a inserire un nuovo parametro per ogni video.\nNel campo nome inserisco l’id del video di youtube e all’interno del parametro un json contenente le domande e le risposte così strutturato:\n{ \u0026#34;Playlist\u0026#34;: \u0026#34;PLsrqydfBIVzy9IMGwSQieTVeSWC7cRCnN\u0026#34;, \u0026#34;Questions\u0026#34;: [ { \u0026#34;question\u0026#34;: \u0026#34;How do you say how much is it??: \u0026#34;, \u0026#34;answare\u0026#34;: [ \u0026#34;Quanto costa?\u0026#34;, \u0026#34;Quanto costano? \u0026#34;, \u0026#34;Quanto costi?\u0026#34; ] }, { \u0026#34;question\u0026#34;: \u0026#34;How do you say how much are they?: \u0026#34;, \u0026#34;answare\u0026#34;: [ \u0026#34;Quanto costano?\u0026#34;, \u0026#34;Quanto costate?\u0026#34;, \u0026#34;entrambe/both\u0026#34; ] }, { \u0026#34;question\u0026#34;: \u0026#34;Choose the correct option\u0026#34;, \u0026#34;answare\u0026#34;: [ \u0026#34;Quanto costa questo computer? 300 Euro\u0026#34;, \u0026#34;quanto computer ti costa? 300 Euro\u0026#34;, \u0026#34;Quanto costano questo computer?\u0026#34; ] }, { \u0026#34;question\u0026#34;: \u0026#34;Quanto costa? is\u0026#34;, \u0026#34;answare\u0026#34;: [ \u0026#34;singolare\u0026#34;, \u0026#34;plurale\u0026#34; ] } ] } Inoltre firebase mette a disposizione un inserimento facilitato che effettua anche la validazione del json, questo ci permette di editare più facilmente e non commettere errori.\nNell’app Flutter ho poi costruito l’oggetto Quiz che conterrà l’id di youtube, una lista di Domande e la Domanda conterrà una lista di Risposte. Con vari metodi utili di gestione e costruttore per deserializzazione dei dei dati Json come segue:\nclass Answer { final String answerText; final bool isCorrect; Answer(this.answerText, this.isCorrect); } class Question { final String question; final List\u0026lt;Answer\u0026gt; answers; Question(this.question, this.answers); } class Quiz { List\u0026lt;Question\u0026gt; _questions; int _currentIndex = -1; int _score = 0; String _videoId; Quiz.fromJson(String videoId, String jsonInput){ _videoId = videoId; _questions = new List\u0026lt;Question\u0026gt;(); var jsonQuestions = json.decode(jsonInput); jsonQuestions[\u0026#39;Questions\u0026#39;].forEach((quest) { List\u0026lt;Answer\u0026gt; answers = new List\u0026lt;Answer\u0026gt;(); bool iscorrect=true; quest[\u0026#39;answare\u0026#39;].forEach((ans) { //mettere la prima a true answers.add( new Answer(ans, iscorrect) ); iscorrect=false; }); answers.shuffle(); _questions.add( new Question( quest[\u0026#39;question\u0026#39;], answers) ); }); } Quiz(this._questions) { _questions.shuffle(); } List\u0026lt;Question\u0026gt; get questions =\u0026gt; _questions; int get length =\u0026gt; _questions.length; int get questionNumber =\u0026gt; _currentIndex + 1; int get score =\u0026gt; _score; Question get nextQuestion { _currentIndex++; if (_currentIndex \u0026gt;= length) return null; return _questions[_currentIndex]; } Question get prevQuestion { _currentIndex--; if (_currentIndex \u0026lt; 0) return null; return _questions[_currentIndex]; } String get correctAnsware { return _questions[_currentIndex].answers.where((x) =\u0026gt; x.isCorrect == true).first.answerText; } void answer(bool isCorrect) { if (isCorrect) _score++; } saveScore() async { SharedPreferences preferences = await SharedPreferences.getInstance(); preferences.setInt(\u0026#34;OK\u0026#34;+_videoId, this.score); preferences.setInt(\u0026#34;KO\u0026#34;+_videoId, this.length - this.score ); //preferences.setString(_videoId, \u0026#34;{\u0026#39;questions\u0026#39;:\u0026#39;\u0026#34;+ this.length.toString() +\u0026#34;\u0026#39;, \u0026#39;score\u0026#39;:\u0026#39;\u0026#34;+ this.score.toString() +\u0026#34;\u0026#39;}\u0026#34;); } } Per prima cosa, l’App recupera la lista dei video tramite le API youtube, successivamente\nrecupera il relativo json da remote config utilizzando l’id del video e lo passa al costruttore dell’oggetto che lo deserializza ed il gioco è fatto! Una volta ultimata l’app mi sono accorto però che youtube mette a disposizione un numero limitato di chiamate API giornaliere e oltretutto ho pensato che fosse inutile che l’App, ogni volta che viene aperta, debba richiamare le API Youtube. I video oltretutto non cambiano tanto in quanto questo canale produce un nuovo video a settimana.\nPer risolvere il problema delle chiamate API Youtube e rendere il tutto più reattivo ho deciso di salvare tutto in una lista di stringhe json in cache utilizzando proprio la Shared Preferences. Infine ho aggiunto un parametro nella remote config contente una data.\nIn questo modo ho fatto un meccanismo che mi permette di aggiornare i contenuti nei dispositivi solo se la data è più recente rispetto a quella memorizzata in cache del singolo dispositivo stesso:\nclass YoutubeData { RemoteConfig remoteConfig; String apikey; List\u0026lt;YoutubeDto\u0026gt; allYoutubeVideoList = []; List\u0026lt;YoutubeDto\u0026gt; getHomeList() { return List\u0026lt;YoutubeDto\u0026gt;.from(allYoutubeVideoList.where((item) =\u0026gt; item.kind == \u0026#34;video\u0026#34; \u0026amp;\u0026amp; item.id != item.channelId )); } List\u0026lt;YoutubeDto\u0026gt; allCategory() { return List\u0026lt;YoutubeDto\u0026gt;.from(allYoutubeVideoList.where((item) =\u0026gt; item.kind == \u0026#34;playlist\u0026#34; \u0026amp;\u0026amp; item.id != item.channelId )); } List\u0026lt;YoutubeDto\u0026gt; getCategoryVideoList(String plylistID) { return List\u0026lt;YoutubeDto\u0026gt;.from(allYoutubeVideoList.where((item) =\u0026gt; item.kind == \u0026#34;video\u0026#34; \u0026amp;\u0026amp; item.id != item.channelId \u0026amp;\u0026amp; item.playlist == plylistID )); } YoutubeData (this.apikey, this.remoteConfig); checkAndLoad() async { SharedPreferences preferences = await SharedPreferences.getInstance(); List\u0026lt;String\u0026gt; videoIDList = preferences.getStringList(\u0026#34;VideoIdList\u0026#34;); DateTime lastUpdateDate,updateDate; String date = remoteConfig.getString(\u0026#34;UpdateDatetime\u0026#34;); updateDate = DateTime.parse(date); if(preferences.getString(\u0026#34;LastUpdateDatetime\u0026#34;)!=null \u0026amp;\u0026amp; preferences.getString(\u0026#34;LastUpdateDatetime\u0026#34;).isNotEmpty) lastUpdateDate = DateTime.parse(preferences.getString(\u0026#34;LastUpdateDatetime\u0026#34;)); else lastUpdateDate = DateTime(2010); if( (videoIDList==null || videoIDList.length==0) || updateDate.isAfter(lastUpdateDate)) { await loadYtDataAndStoreInSharedPref(); preferences.setString(\u0026#34;LastUpdateDatetime\u0026#34;, DateTime.now().toString() ); } await loadLocalDataAndAddQuestion(); } loadYtDataAndStoreInSharedPref() async { YoutubeAPI ytApi = new YoutubeAPI(apikey, maxResults: 50); List\u0026lt;YT_API\u0026gt; ytResult = await ytApi.channel( remoteConfig.getString(\u0026#39;ChannelId\u0026#39;) ); //salviamo il conteggio dei video in shared pref SharedPreferences preferences = await SharedPreferences.getInstance(); preferences.setInt(\u0026#34;TotVideo\u0026#34;, ytResult.length ); //salviamo json youtube video in shared pref e lista video YoutubeDto youtubedto = new YoutubeDto(); List\u0026lt;String\u0026gt; videoIdList = new List\u0026lt;String\u0026gt;(); for(var result in ytResult) { videoIdList.add( result.id); String json = jsonEncode( youtubedto.yApitoJson(result) ); preferences.setString( result.id, json ); } preferences.setStringList(\u0026#34;VideoIdList\u0026#34;, videoIdList ); } //aggiungiamo le domande agli oggetti youtube precedentemente salvati loadLocalDataAndAddQuestion() async { SharedPreferences preferences = await SharedPreferences.getInstance(); List\u0026lt;String\u0026gt; videoIDList = preferences.getStringList(\u0026#34;VideoIdList\u0026#34;); allYoutubeVideoList = new List\u0026lt;YoutubeDto\u0026gt;(); int cntQuestion=0; for(String videoID in videoIDList) { String jsonYoutube = preferences.getString(videoID); Map userMap = jsonDecode(jsonYoutube); YoutubeDto youtubeDao = new YoutubeDto.fromJson(userMap); youtubeDao.questionJson = remoteConfig.getString( \u0026#34;_\u0026#34; + videoID.replaceAll(\u0026#34;-\u0026#34;, \u0026#34;_trattino_\u0026#34;) ); if( youtubeDao.questionJson != null \u0026amp;\u0026amp; youtubeDao.questionJson.isNotEmpty ) { cntQuestion = cntQuestion + \u0026#39;question\u0026#39;.allMatches(youtubeDao.questionJson).length; youtubeDao.playlist = json.decode( youtubeDao.questionJson)[\u0026#39;Playlist\u0026#39;]; } allYoutubeVideoList.add(youtubeDao); } preferences.setInt(\u0026#34;TotQuestion\u0026#34;, cntQuestion ); } } Qui di seguito potete vedere un esempio di come funziona:\n","date":"16 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/flutter_2_plugin_indispensabili_dalle_grandi_potenzialit%D0%B0/","section":"Coding","summary":"Questo articolo richiede una discreta conoscenza dei seguenti argomenti che potete approfondire ai seguenti link:  * [Firebase Remote\u0026hellip;","title":"Flutter 2 plugin indispensabili dalle grandi potenzialità","type":"Coding"},{"content":"Il nome scelto da Google questa volta è molto comprensivo ed esaustivo. Firebase remote config è una configurazione salvata in remoto, in questo caso su Google Cloud. La configurazione è accessibile in modifica nella console di Firebase, alla voce di menù Firebase remote config che si trova in fondo, molto in fondo, nell’ultima sezione secondo me un pò nascosta.\nPrerequisiti:\ncreare un account su Firebase utilizzando il nostro account google\ncreare un app, io ho usato flutter\ncollegare la nostra app al codice sorgente con la chiave json\nFacendo questo potremmo utilizzare tutti i servizi Firebase, ci sono tanti tutorial online e Firebase stesso mette a disposizione wizard con step per guidarvi alla corretta implementazione di Firebase con la vostra app.Possiamo usare Firebase Remote Config per memorizzare tutto quello che la nostra app necessità come parametri di configurazioni. Per prima cosa, dobbiamo individuare e mettere in configurazione ciò che pensiamo possa cambiare nel tempo, in questo modo avremo delle configurazioni nell’app modificabili in tempo reale da remoto in modo da non dover rieffettuare un nuovo deploy dell’app stessa. Un esempio può essere il caso in cui stiamo utilizzando un Api per recuperare dei dati, l’url base delle api potrebbe cambiare nel tempo. Facendo questo potremmo utilizzare tutti i servizi Firebase, ci sono tanti tutorial online e Firebase stesso mette a disposizione wizard con step per guidarvi alla corretta implementazione di Firebase con la vostra app.Possiamo usare Firebase Remote Config per memorizzare tutto quello che la nostra app necessità come parametri di configurazioni. Per prima cosa, dobbiamo individuare e mettere in configurazione ciò che pensiamo possa cambiare nel tempo, in questo modo avremo delle configurazioni nell’app modificabili in tempo reale da remoto in modo da non dover rieffettuare un nuovo deploy dell’app stessa. Un esempio può essere il caso in cui stiamo utilizzando un Api per recuperare dei dati, l’url base delle api potrebbe cambiare nel tempo.\nUn altro esempio più concreto che utilizzo io nell’app send to kindle è un parametro che contiene il numero di azioni prima di mostrare una pubblicità. In questo modo se gli utenti si lamentano per le troppe pubblicità posso cambiarlo in tempo reale con il solo cambio di un parametro da interfaccia web a costo zero.\nIl sistema di Firebase funziona davvero alla grande, c’è dietro un sistema push-lazy che utilizza i dati internet per recuperare le configurazioni solo se davvero abbiamo cambiato qualcosa lato server e quindi abbiamo pubblicato una modifica ad uno o più parametri. L’aggiornamento dei parametri avviene in real time e quindi la modifica sarà subito disponibile nell\u0026rsquo;app.\nI parametri possono essere anche associati a delle condizioni. Ad esempio un parametro può essere utilizzato solo per gli utenti di una certa età di un determinato paese o lingua a un determinato orario. Figata no?\nVantaggi # Controllo da remoto istantaneo, semplice e centralizzato.\nModifica App in tempo reale.\nDiminuisce la necessità di dover effettuare un nuovo deploy.\ni parametri possono essere combinati con delle condizioni.\nCome lo uso io nelle mie app? # Di seguito voglio mostrarvi un esempio di implementazione. In questo modo ho centralizzato la parte di inizializzazione e creazione dei parametri in modo che siano più accessibili. Ho deciso di utilizzare un singleton in modo da poterlo usare in tutte le view e in tutte le classi per cui ne ho bisogno, implementato nel seguente modo:\nimport \u0026#39;package:firebase_remote_config/firebase_remote_config.dart\u0026#39;; class Configuration { int _link_sent_before_ads; int _max_send_limit_size = 24000000; int get linkSentBeforeAds =\u0026gt; _link_sent_before_ads; int get maxSendLimitSize =\u0026gt; _max_send_limit_size; int get maxSendLimitSizeMb =\u0026gt; (_max_send_limit_size/1000000).round(); static Configuration get instance =\u0026gt; _instance; static final Configuration _instance = Configuration._privateConstructor(); Configuration._privateConstructor() { //initializeRemoteConfig(); } loadConfig(RemoteConfig _remoteConfig) async { _link_sent_before_ads = _remoteConfig.getString(\u0026#39;link_sent_before_ads\u0026#39;).isEmpty ? _link_sent_before_ads : int.tryParse(_remoteConfig.getString(\u0026#39;link_sent_before_ads\u0026#39;)); _max_send_limit_size = _remoteConfig.getString(\u0026#39;max_send_limit_size\u0026#39;).isEmpty ? _max_send_limit_size : int.tryParse(_remoteConfig.getString(\u0026#39;max_send_limit_size\u0026#39;)); } initializeRemoteConfig() async{ RemoteConfig remoteConfig = await RemoteConfig.instance; try { //set some default params in case of crash await remoteConfig.setConfigSettings(RemoteConfigSettings(debugMode: false)); await remoteConfig.setDefaults(\u0026lt;String, dynamic\u0026gt;{ \u0026#39;service_api_conversion_1\u0026#39;: \u0026#39;https://ebook-converter.app/calibre/ebook-convert\u0026#39;, }); // Using default duration to force fetching from remote server. await remoteConfig.fetch(expiration: const Duration(seconds: 0)); await remoteConfig.activateFetched(); } on FetchThrottledException catch (exception) { // Fetch throttled. print(exception); } catch (exception) { print(\u0026#39;Unable to fetch remote config. Cached or default values will be used\u0026#39;); } await this.loadConfig(remoteConfig); } } potrà essere infine utilizzato molto semplicemente nel seguente modo:\n//call this just first time in app initialization await Configuration.instance.initializeRemoteConfig(); Print(Configuration.instance.maxSendLimitSize); ","date":"15 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/che_cos%D0%B8_firebase_remote_config/","section":"Coding","summary":"Il nome scelto da Google questa volta è molto comprensivo ed esaustivo. [Firebase remote\u0026hellip;","title":"Che cos'è Firebase Remote Config","type":"Coding"},{"content":" # Che cos’è la shared_preferences dove, quando e quanto utilizzarla? # La shared_preference è un plugin che vi permette di salvare dei dati in memoria dedicata all’app, la cartella che li conterrà prende il nome in android con il nome del pacchetto della vostra app es com.nomeazienda.nomeapp. I dati che possiamo memorizzare all’interno di questa memoria con questo plugin sono dei seguenti tipi:\nstring\nintero\nbool\nList\nE’ da notare che questi parametri non sono persistenti, rimangono nell’area dedicata all’app e quindi vengono eliminate nel momento in cui l’app viene disinstallata oppure se vengono rimossi i dati della cache dell’app. Quindi in genere è doveroso memorizzare dati di preferenze non indispensabili in modo che non sia una tragedia se dovessero essere persi. Un esempio classico può essere come voglio il tema light o dark oppure l\u0026rsquo;ordine degli oggetti nel menu.\nCome si usa? # Salvataggio: # import \u0026#39;package:shared_preferences/shared_preferences.dart\u0026#39;; SharedPreferences _preferences = await SharedPreferences.getInstance(); _preferences.setString(\u0026#34;theme\u0026#34;, \u0026#34;dark\u0026#34;); _preferences.setInt(\u0026#34;countaccess\u0026#34;, 2); Recupero: # import \u0026#39;package:shared_preferences/shared_preferences.dart\u0026#39;; SharedPreferences _preferences = await SharedPreferences.getInstance(); _preferences.getString(\u0026#34;theme\u0026#34;); _preferences.getInt(\u0026#34;countaccess\u0026#34;); In un primo momento potremmo pensare che è una cosa che serve a poco in quanto in una stringa non possiamo memorizzare tante informazioni. In realtà, se ci pensiamo bene, in una stringa possiamo anche memorizzare molto ma davvero molto semplicemente utilizzando un json, di seguito esempio:\nimport \u0026#39;package:shared_preferences/shared_preferences.dart\u0026#39;; SharedPreferences _preferences = await SharedPreferences.getInstance(); _preferences.setString(\u0026#34;{\u0026#34;name\u0026#34;:\u0026#34;Andrea\u0026#34;,\u0026#34;surname\u0026#34;:\u0026#34;Luciano\u0026#34;,\u0026#34;age\u0026#34;:31,\u0026#34;sex\u0026#34;:\u0026#34;M\u0026#34;,\u0026#34;SurnameCouldBeName\u0026#34;:true}\u0026#34;); In questo esempio ho messo come campo SurnameCouldBeName in quanto il mio cognome è anche un nome. Tutti quelli che non mi conoscono mi chiedono sempre \u0026ldquo;Luciano è il nome o il cognome?\u0026rdquo; E ogni volta vorrei fare qualcosa del genere:\nPossiamo quindi creare una collezione di persone utilizzando, al posto della singola stringa, una lista di stringhe come segue:\nimport \u0026#39;package:shared_preferences/shared_preferences.dart\u0026#39;; SharedPreferences _preferences = await SharedPreferences.getInstance(); List\u0026lt;String\u0026gt; users = new List\u0026lt;String\u0026gt;(); users.add(\u0026#34;{\u0026#34;name\u0026#34;:\u0026#34;Andrea\u0026#34;,\u0026#34;surname\u0026#34;:\u0026#34;Luciano\u0026#34;,\u0026#34;age\u0026#34;:31,\u0026#34;sex\u0026#34;:\u0026#34;M\u0026#34;,\u0026#34;SurnameCouldBeName\u0026#34;:true}\u0026#34;); users.add(\u0026#34;{\u0026#34;name\u0026#34;:\u0026#34;elisa\u0026#34;,\u0026#34;surname\u0026#34;:\u0026#34;luciano\u0026#34;,\u0026#34;age\u0026#34;:32,\u0026#34;sex\u0026#34;:\u0026#34;F\u0026#34;,\u0026#34;SurnameCouldBeName\u0026#34;:false}\u0026#34;); _preferences.setStringList(\u0026#34;users\u0026#34;, users); Questo infine potrebbe essere mappato in un oggetto in modo da accedere ai dati più semplicemente ed infine mostrarli nell’interfaccia:\nClass UserDto() { String name, surname, age, sex, SurnameCouldBeName; UserDto.fromJson(Map\u0026lt;String, dynamic\u0026gt; json) : name= json[name], surname= json[surname], age= json[age], sex= json[sex], SurnameCouldBeName = json[SurnameCouldBeName]; } SharedPreferences _preferences = await SharedPreferences.getInstance(); List\u0026lt;UserDto\u0026gt; UserObj = new List\u0026lt;UserDto\u0026gt;; List\u0026lt;String\u0026gt; users = _preferences.getStringList(\u0026#34;users\u0026#34;); for(String userjson in users) { Map userMap = jsonDecode(userjson); UserDto = new UserDto.fromJson(userMap); print(UserDto.name); UserObj.add(UserDto); } Pensate ai possibili vantaggi e alle possibili applicazioni. Può essere utilizzato per memorizzare dati restituiti da un API. Con questo approccio, l’applicazione è più efficiente e potrebbe funzionare anche offline senza quindi dover utilizzare sempre la rete dati per recuperare i dati dal server.\n","date":"15 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/flutter_shared_preferences_in_profondit%D0%B0/","section":"Coding","summary":"La \u003ca href=\"https://pub.dev/packages/shared_preferences\" target=\"_blank\"\u003eshared_preference\u003c/a\u003e è un plugin che vi permette di salvare dei dati in memoria dedicata\u0026hellip;","title":"Flutter Shared Preferences in profondità","type":"Coding"},{"content":" Teoria # Flutter è un nuovo linguaggio uscito da non molto dalla beta, implementato da google sulla base del linguaggio Dart, meno noto ad oggi di FLutter. E’ un linguaggio moderno ma basandosi su Dart, la sintassi è molto simile a qualsiasi altro linguaggio moderno ad oggetti. Il concetto principale su cui si basa è Everything is a widget. Ma cosa vuol dire davvero? Tutto ciò con cui abbiamo a che fare sviluppando in Flutter è un widget. Un widget può avere o meno uno stato, che ne può determinare contenuto o forma. Potrebbe essere visto come un oggetto come lo immaginate con la differenza che può avere uno stato per aggiornare la view e può contenere contenuti e forme.\nSì, avete capito bene! forme in quanto un widget oltre a definire proprietà e metodi, può definire forme. Infine un widget può includere o estendere un altro widget. Quindi un\u0026rsquo;applicazione in flutter è la composizione dei widget insieme. Un esempio può essere un form che contiene un widget di input text ecc. e un botton anch\u0026rsquo;esso widget.\nI widget principali che possiamo realizzare sono di due tipi, almeno per adesso prima che google sconvolga tutto, e sono i seguenti:\nWidget privi di stato (statelesswidget): sono immutabili, come una classe statico. Un bottone che non cambia mai colore può essere definito come uno widget statico, può essere utilizzato anche nel caso abbiamo bisogno di mostrare solo descrizioni non interattive.\nWidget dotati di stato (statefulwidget): una (o più) proprietà ad essi afferente, cambiando, può mutare il comportamento, le sembianze o le funzionalità del widget. Una schermata dell’app che cambia in base al contenuto in una risposta http è un widget dotato di stato (proprio perché il contenuto della schermata varia in base alla risposta http). Esempio: nel caso in cui dobbiamo richiedere dei dati agli utenti e poi riaggiornare lo stesso widget per validare o mostrare un ok dati inseriti correttamente. Per aggiornare il widget è necessario utilizzare il setstate con la proprietà aggiornata in modo che venga prorogata la modifica.\nWidget dotati di stato (statefulwidget): una (o più) proprietà ad essi afferente, cambiando, può mutare il comportamento, le sembianze o le funzionalità del widget. Una schermata dell’app che cambia in base al contenuto in una risposta http è un widget dotato di stato (proprio perché il contenuto della schermata varia in base alla risposta http). Esempio: nel caso in cui dobbiamo richiedere dei dati agli utenti e poi riaggiornare lo stesso widget per validare o mostrare un ok dati inseriti correttamente. Per aggiornare il widget è necessario utilizzare il setstate con la proprietà aggiornata in modo che venga prorogata la modifica.\nConsiderazioni # La cosa che ho apprezzato di più di Flutter:\nche possiamo sviluppare tutto tramite un unico linguaggio.\nil live reload funziona davvero bene e ci permette di scrivere il codice più velocemente.\nDobbiamo scrivere e manutenere un’ unica linea di codice fruibile su Android e IOS come nativo.\nda poco con la stessa linea di codice è possibile fare il build anche per web e desktop (Linux e Windows) :)\nAll’inizio ero un pò scettico nell’utilizzare i widget ed è stato un pò complicato e dispersivo comprenderne i vantaggi. Tuttavia, dopo averli utilizzati devo dire che sono più semplici di quello che sembrano da implementare e grazie a questo approccio sarà più semplice ragionare secondo la best practice \u0026ldquo;DRY\u0026rdquo; (Don’t Repeat Yourself). Da un lato aggiunge una nidificazione incredibile in fase di costruzione dell’interfaccia iscatolando un widget dentro un altro e così via, dall’altro ha una logica che di sua natura è modulare e ciò è ottimo per disaccoppiare piccoli widget che saranno consistenti delle loro proprietà e i loro compiti. Disaccoppiando, possiamo testarli e usarli con diversi widget per fare widget più complessi. In questo modo il codice sarà più manutenibile e funzionale.\n","date":"14 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/flutter_tutto_%D0%B8_un_widget_perch%D0%B8_ma_veramente_/","section":"Coding","summary":"Flutter è un nuovo linguaggio uscito da non molto dalla beta, implementato da google sulla base del linguaggio \u003ca href=\"https://dart.dev/\" target=\"_blank\"\u003eDart\u003c/a\u003e,\u0026hellip;","title":"Flutter tutto è un widget! Perchè? Ma veramente? ","type":"Coding"},{"content":"","date":"14 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/widjet/","section":"Tags","summary":"","title":"widjet","type":"tags"},{"content":" Ricerca # Eccoci qua finalmente! In questi giorni ho sentito la necessità di creare questo blog che state proprio visitando! Mentre navigavo on line, sono venuto a conoscenza degli static site generator; ho sempre saputo della loro esistenza ma non avevo mai dedicato loro molta importanza. Tuttavia, navigando più a fondo, sono stato attratto da Hugo, uno fra i tanti nuovi motori per generare website statici.\nNo Wordpres # Partivo dall’esigenza di avere qualcosa di statico in quanto non dispongo di un server dove installare Wordpress o altri CMS e, per un piccolo blog personale, non credo sia necessario e oltretutto è troppo costoso. Infine, volevo che il blog fosse efficiente e scalabile e cross platform.\nDRY # La prima cosa a cui ho pensato da programmatore è stata: quante operazioni dovrò fare per eseguire un deploy senza un CMS? come farò a portare i miei nuovi contenuti online? Sono anche un\u0026rsquo;amante di Google Docs e mi piace scrivere ed avere tutto in un unico posto. Allora mi sono chiesto: come posso unire Hugo e Google Docs senza dover girare mille manovelle?\nInnanzitutto, ho studiato la struttura dei contenuti MarkDown e mi sono messo alla ricerca di qualcosa che mi desse la possibilità di convertire i Documenti Google in MarkDown. La cosa più utile che ho trovato sul web è stato questo Google script mangini/gdocs2md: Convert a Google Drive Document to the Markdown format, suitable for publishing. a cui faccio i miei più sentiti ringraziamenti.\nNonostante la comprovata efficacia del suddetto script, avevo bisogno di qualcosa in più rispetto al ricevere la conversione di un articolo via mail. Di conseguenza, per avere qualcosa di più automatizzato, ho modificato un pò lo script e creato il link che vedi sotto:\nLink allo script su github\nLo script converte tutti i documenti elencati in un foglio Google, organizza in cartelle per categorie, estrae immagini da articoli, aggiunge l’intestazione del MarkDown, i tags ed infine crea un file zip contenente tutti i contenuti. Ho deciso di impostare lo zip con visibilità pubblica quindi scaricabile, pronto per il deploy.\nHo successivamente creato una sorta di database utilizzando uno sheet di Google come se fosse una tabella con la seguente struttura:\nToDeploy Title Summary SummaryImage Category Data tag1 tag2 tag3 tag4 tag5 Language 1 Come Inviare File PDF e articoli web al Kindle da Android 0 Kindle 2020-05-09 kindle pdf articolo web send to kindle android it In questo modo ho la possibilità di fare il deploy di tutto o di aggiornare solo ciò che ho modificato utilizzando il primo campo ToDeploy. Successivamente, ho creato un altro google script che riceve in ingresso l’id della cartella su cui è presente lo zip precedentemente creato e restituisce l’url pubblico da cui effettuare il download dello zip con i contenuti.\nfunction doGet(e) { params = JSON.parse(JSON.stringify(e)); var docid = params.parameters.docid; if(docid==null || docid==\u0026#34;\u0026#34;) return; var parentFolder=DriveApp.getFolderById(docid); if(parentFolder==null) return; var url = parentFolder.getFilesByName(\u0026#34;BlogProd.zip\u0026#34;).next().getDownloadUrl(); return ContentService.createTextOutput(url); } Infine ho messo tutte insieme all\u0026rsquo;interno del seguente script linux sh in modo da poter automatizzare build e il deploy:\n#!/bin/bash #ln -s /home/yourname/works/luciosoftsite/blog/ ~/luciosoftsite #ln -s /home/yourname/works/luciosoftsite/blog/content/ ~/luciosoftblogcontent #requirements wget|unzip|hugo folderid=\u0026#34;your google doc folder id” yourscriptid=”your google script id” cd ~/luciosoftblogcontent; retriveurl=\u0026#34;https://script.google.com/macros/s/$scriptid/exec?folderid=$folderid”; downlodUrl=$(wget $retriveurl -q -O -); fileName=\u0026#34;download.zip\u0026#34;; wget -c $downlodUrl -O $fileName; unzip -o $fileName; rm -f $fileName; cd ~/luciosoftblog; #hugo serve -D HUGO_ENV=\u0026#34;production\u0026#34; hugo --config config.yaml firebase deploy Lo script è molto semplice, non fa altro che richiamare lo script google per recuperare l’url di download. Una volta recuperato l’url, a questo punto lo script effettua il download dello zip, estrae i contenuti all’interno del folder dei contenuti di Hugo, esegue il comando per creare Build, ed infine richiama firebase per effettuare il deploy.\nE anche oggi la magia è avvenuta.\nSì, probabilmente avrei potuto seguire mille altre strade, anche più sicure e più efficienti ma questo è un inizio, il mio obiettivo era più grande. Vorrei trasformare lo script linux in un container docker e lo script google in un\u0026rsquo;applicazione dinamica con login google. Ma questa è un\u0026rsquo;altra storia che, se avrà seguito, vedrete prossimamente in un altro link all’interno del mio blog :)\nPoject ghithub link\n","date":"11 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/coding/come_creare_un_blog_con_hugo_e_google_docs_come_backend/","section":"Coding","summary":"Eccoci qua finalmente! In questi giorni ho sentito la necessità di creare questo blog che state proprio visitando! Mentre navigavo on line,\u0026hellip;","title":"Come creare un Blog con Hugo e Google Docs come BackEnd","type":"Coding"},{"content":"","date":"11 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/google-app-script/","section":"Tags","summary":"","title":"google app script","type":"tags"},{"content":"","date":"11 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/google-docs/","section":"Tags","summary":"","title":"google docs","type":"tags"},{"content":"","date":"11 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/hugo/","section":"Tags","summary":"","title":"Hugo","type":"tags"},{"content":"","date":"11 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/tags/static-blog/","section":"Tags","summary":"","title":"static blog","type":"tags"},{"content":"Sei pronto per iniziare una nuova esperienza di lettura? Finalmente puoi dire addio alle scomode letture notturne da smartphone.\nLeggere articoli lunghi su uno schermo di uno smartphone può essere scomodo, specialmente se l’articolo è molto lungo e sono presenti molti annunci. Leggere su un Kindle è molto più semplice per gli occhi e si può avere anche un maggiore controllo sulla dimensione e sul carattere usato.\nTrova il tuo indirizzo Kindle con 3 passaggi # 1. Recupera la email del tuo kindle, puoi trovarlo accedendo al seguente link:\nhttps://www.amazon.it/hz/mycd/myx#/home/settings/ ( assicurati che il .it sia l\u0026rsquo;Amazon utilizzato nel tuo paese, quella in cui hai associato il tuo kindle)\n2. Scorri verso il basso fino alle impostazioni del documento personale e fai clic su di esso. Modifica l\u0026rsquo;indirizzo del kindle che ti servirà per accedere all\u0026rsquo;app Invia a Kindle.\n3. Scorri verso il basso, nella sezione mail approvate, aggiungi l\u0026rsquo;indirizzo e-mail che usi tutti i giorni o quello da cui desideri inviare i documenti, verifica che l\u0026rsquo;archiviazione sia abilitata.\nAdesso rilassati e divertiti a inviare documenti con Send to Kindle.\nSend to Kindle # La migliore app per farlo è Send To Kindle. Questa app non è la stessa di Invia a Kindle fornita da Amazon.\nInvia a Kindle ti consente di:\ninviare articoli Web al tuo Kindle tramite la funzione Condividi sul tuo browser Web mobile.\nInvia documento pdf / epub / azw convertendolo in mobi.\nArticolo Web Invia a Kindle # Scarica l\u0026rsquo;app Invia a Kindle dal Play Store Send To Kindle. Individua l\u0026rsquo;articolo che desideri inviare al tuo Kindle su qualsiasi browser o app di notizie.\nApri le impostazioni del tuo browser e cerca tre punti nell\u0026rsquo;angolo in alto a destra.\nFai clic su Condividi.\nScegli Send To Kindle come app di condivisione.\nAttendi che l\u0026rsquo;app converta il tuo articolo nel formato corretto.\nFare clic sul pulsante Invia con la freccia gialla.\nSe è la prima volta che usi l\u0026rsquo;app, dovrai impostare il tuo indirizzo e-mail Kindle. Tocca il messaggio per farlo.\nDigita la tua e-mail Kindle e premi Salva.\nScegli il tuo client di posta elettronica.\nInvia l\u0026rsquo;e-mail.\nControlla il tuo Kindle per l\u0026rsquo;articolo.\nInvia a Kindle PDF, EPUB o AZW # Fai clic sull\u0026rsquo;icona più nella barra di ricerca Seleziona il file pdf da inviare\nFai clic su Convert\nInvia la mail utilizzando il tuo client di posta preferito\n","date":"9 maggio 2020","externalUrl":null,"permalink":"/it/kindle/come_inviare_file_pdf_e_articoli_web_al_kindle_da_android/","section":"Kindle","summary":"Sei pronto per iniziare una nuova esperienza di lettura? Finalmente puoi dire addio alle scomode letture notturne da smartphone.  Leggere\u0026hellip;","title":"Come Inviare File PDF e articoli web al Kindle da Android","type":"Kindle"},{"content":"","externalUrl":null,"permalink":"/it/categories/","section":"Categories","summary":"","title":"Categories","type":"categories"}]